Presentati durante l’evento pubblico “I Cluster tecnologici Nazionali. La piattaforma strutturale di collaborazione” tenutosi nella sede di Confindustria, i dodici Cluster Tecnologici Nazionali.

Presenti all’evento il Direttore Generale Marcella Panucci, il Vice ministro, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti e il Sottosegretario di Stato, Ministero dello sviluppo economico, Andrea Cioffi

“La ricerca – sottolinea Fioramonti – deve essere messa al centro del discorso pubblico del Paese, perché un paese che investe in ricerca ha una visione a lungo termine e crede nel suo futuro, è un paese dalla grande attrattiva per gli investitori esteri”.

“In Italia – aggiunge Cioffi – c’è una grande potenzialità che deve essere messa a sistema per far sì che la ricerca diventi produzione, riconosciuta in un sistema meritocratico in cui pubblico e privato siano tra loro paralleli e non sovrapposti”.

Durante i lavori si è poi sottolineato come sia necessario fare sistema puntando sulla collaborazione tra pubblico e privato per rilanciare la competitvità del Paese, anche  usando la domanda pubblica come leva di innovazione. A incentivare questo progetto, oggi c’è anche la nuova collaborazione tra Miur e Mise, di cui i Cluster sono espressione diretta.

I Cluster – spiegano i rappresentati dei dodici Cluster – sono il punto di snodo fondamentale per collegare politiche nazionali ed europee con quelle regionali traferendo alle imprese il know-how raggiunto e consolidato negli ambienti di ricerca per fare innovazione e produzione.

Rappresentano – continuano – l’unico tavolo che possa riunire pubblico e privato, medie e piccole imprese insieme alle grandi aziende fotografando a livello nazionale lo stato dell’arte dei diversi settori, definendo una road map comune che vada dall’individuazione delle criticità alle proposte concrete di sviluppo.

L’Italia – sottolinea infine Andrea Bianchi di Confindustria –  è inoltre l’unico paese europeo in cui la rete dei Cluster abbia carattere nazionale e sia così estesa. È quindi necessari portare in Europa l’esperienza nazionale come best-practice dimostrando l’importanza della collaborazione per fare ricerca in una logica comunitaria, in cui la competizione sia rivolta all’esterno verso i concorrenti a ovest ed est e non una logica interna.

Interviene durante i lavori il Segretario Generale del Cluster sulla Mobilità Sostenibile, Lucio Sabbadini. Il Cluster è giuridicamente riconosciuto da settembre 2014 e sin dal 2015 ha pubblicato la propria “agenda strategica”; poi a supporto dei diversi tavoli nazionali ed europei sul tema dei trasporti, ha fornito road maps e traiettorie tecnologiche sulla mobilità sostenibile terrestre e marina. A margine dell’intervento Sabbadini si dice “molto soddisfatto del decreto di riconoscimento dei nuovi Cluster” augurandosi che “ci possano essere margini di miglioramento sui meccanismi di finanziamento identificati, per garantire l’importante ruolo che essi rivestono su scala nazionale”.

La giornata di lavori prosegue con una tavola rotonda sull’esperienza dei Cluster delle aziende partecipate. Intervengono Roberto Calandrini, Data Scientists & Architecture, Snam; Ernesto Ciorra, Direttore Funzione Innovability del Gruppo Enel; Luca Manuelli, Chief Digital Officier, Ansaldo Energia; Giampaolo Franchi, Responsabile dell’innovazione tecnologica, Poste Italiane; Andrea Nativi, Responsabile Analisi di mercato e politiche UE/NATO nell’ambito del Chief Strategy & innovation Officer, Leonardo e Piero Rosina, Responsabil e Innovazione Digital e Soluzioni Energetiche, Gruppo Terna.

Le relazioni hanno ancora una volta ribadito l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato. Ciorra pone l’accento sul concetto di collaborazione trasversale all’interno dell’azienda –  e quindi poi dei Cluster – affermando che l’innovazione possa avvenire sia dal basso verso l’alto e viceversa perché le gerarchie non devono essere importanti ma è fondamentale valorizzare le buone idee per favorire il processo di innovazione.

Nativi ricorda come il ruolo dei “cluster nazionali sia quello di consolidare le strategie nazionali in una visione comunitaria. Necessaria – continua – è una collaborazione transazionale per fare della Comunità Europea un colosso dell’innovazione e della ricerca, che si possano poi tradurre in produzione e ricchezza.

I cluster – ribadiscono infine i partecipanti – sono uno strumento imprescindibile di interlocuzione tra ricerca, sviluppo e innovazione che vanno sostenuti con strategie e governance ragionate. Hub inclusivi che possano essere portabandiera dell’eccellenza del made in Italy.

Chiude la giornata un intervento del Vice ministro Fioramonti che prende l’impegno di portare la ricerca al centro del discorso pubblico proponendo una governance di stampo collaborativo tra pubblico e privato che si fanno promotori di una visione aperta che punti a valorizzare il futuro del paese.

 

I Cluster riconosciuti e presentati durante l’evento sono:

  • Cluster Aerospazio
  • Cluster Agrifood
  • Cluster Alisei
  • Cluster Ambienti di Vita
  • Cluster Blue Growth
  • Cluster Cultural Heritage
  • Cluster Energia
  • Cluster Fabbrica Intelligente
  • Cluster Made in Italy
  • Cluster Mobilità Sostenibile
  • Cluster Smart Cities & Communities
  • Cluster Spring