L’Italia scende in campo, insieme a Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Polonia e Svezia, per la realizzazione di batterie di nuova generazione destinate alle auto elettriche.       

Previsto un finanziamento pubblico da 3,2 miliardi, che dovrebbe sbloccare 5 miliardi di investimenti privati. L’Italia ne finanzia 570. Al progetto comunitario partecipano 17 grandi imprese europee, ma anche piccole e medie aziende ed enti di ricerca. Le imprese italiane coinvolte sono Faam, Endurance, Enel X, Kaitek e Solvay.

Nato per facilitare la transizione dai combustibili fossili verso un’energia più pulita –  nel rispetto degli impegni assunti dall’Unione Europa nell’accordo di Parigi – prevede lo sviluppo, entro il 2031, dell’intera catena di valore pienamente integrata nell’UE al fine di ridurre la dipendenza dalle esportazioni. Il mercato delle batterie è difatti dominato dai colossi orientali: il 51% delle batterie proviene dalla Cina, segue la Corea del Sud con il 21% e il Giappone con il 16%.

La ricerca comunitaria si concentrerà su 4 settori: materie prime, celle e moduli, sistemi di batterie, ridestinazione e riciclaggio.

“La produzione di batterie in Europa riveste un interesse strategico per l’economia e la società dato il suo potenziale in termini di mobilità pulita e di energia, creazione di posti di lavoro, sostenibilità e competitività”, ha commentato Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva designata per ‘Un’Europa pronta per l’era digitale’ e Commissaria responsabile per la concorrenza. “L’aiuto approvato garantirà che questo importante progetto possa essere realizzato senza falsare indebitamente la concorrenza”.