Il Consiglio Europeo ha adottato il regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale dell’UE per il periodo 2021-2027. Il regolamento prevede un bilancio a lungo termine di 1.074,3 miliardi di euro per l’UE-27 a prezzi 2018, compresa l’integrazione del Fondo europeo di sviluppo. Insieme allo strumento per la ripresa Next Generation EU da 750 miliardi di euro, consentirà all’UE di fornire nei prossimi anni finanziamenti pari a 1.800 miliardi di euro a sostegno della ripresa dalla pandemia di Covid-19 e delle priorità a lungo termine dell’UE nei diversi settori d’intervento.
I finanziamenti dell’UE saranno orientati verso priorità nuove e rafforzate in tutti i settori d’intervento, tra cui la transizione verde e digitale, la politica di coesione e la politica agricola.

L’UE destinerà 132,8 miliardi di euro al settore di spesa del mercato unico, dell’innovazione e del digitale e 377,8 miliardi alla coesione, alla resilienza e ai valori. Tali importi saranno innalzati rispettivamente a 143,4 miliardi e 1.099,7 miliardi, grazie a finanziamenti supplementari a titolo di Next Generation EU, compresi i prestiti agli Stati membri. Altri 356,4 miliardi di finanziamenti saranno destinati al settore delle risorse naturali e dell’ambiente (373,9 miliardi con il contributo di Next Generation EU).
La spesa nei settori della migrazione e della gestione delle frontiere ammonterà a 22,7 miliardi di EUR nei prossimi sette anni, mentre nei settori della sicurezza e della difesa saranno spesi 13,2 miliardi. I finanziamenti per il vicinato dell’UE e per il resto del mondo ammonteranno a 98,4 miliardi.

Europa digitale, il nuovo programma di finanziamento istituito per sostenere la transizione digitale, è inteso a promuovere la diffusione e l’adozione su vasta scala di tecnologie digitali fondamentali, quali le applicazioni di intelligenza artificiale e gli strumenti di cybersicurezza all’avanguardia. Anche la componente digitale del meccanismo per collegare l’Europa beneficerà di finanziamenti nettamente maggiori.
Un nuovo programma EU4Health fornirà una solida base per l’azione dell’UE nel settore sanitario sulla scorta degli insegnamenti tratti durante la pandemia di Covid-19.
Nel settore della ricerca e dell’innovazione, Horizon Europe potrà contare su 75,9 miliardi, che diventeranno 84,9 miliardi con i fondi aggiuntivi e il contributo di Next Generation EU. Prevista una struttura articolata in tre pilastri: Scienza aperta, che comprende il Consiglio europeo della ricerca (CER), le azioni Marie Skłodowska-Curie e le infrastrutture di ricerca; Sfide globali e competitività industriale, che comprende cinque poli tematici e le azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca (JRC); Innovazione aperta, che comprende il Consiglio europeo per l’innovazione (EIC), gli ecosistemi europei dell’innovazione e l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT).

Quanto al Meccanismo per collegare l’Europa, cioè il Connecting Europe Facility, ai 18,4 miliardi riservati al programma si aggiungono 10 miliardi del Fondo di Coesione per le infrastrutture di trasporto nei paesi beneficiari del FC. Il totale di 28 miliardi e 396 milioni di euro è così distribuito:
• CEF trasporti: 21 miliardi e 384 milioni,
• CEF Energia: 5 miliardi e 180 milioni;
• CEF digitale: 1 miliardo e 832 milioni di euro.

Al nuovo programma spaziale europeo sono dedicati 13,2 miliardi di euro a prezzi 2018, che corrispondono a 14,8 miliardi di euro in prezzi correnti così ripartiti: 9,01 miliardi di euro per i programmi Galileo e EGNOS; 5,42 miliardi di euro per Copernicus; 442 milioni di euro per lo sviluppo di nuovi componenti di sicurezza.

Saranno assegnati 23,4 miliardi ad Erasmus+, e il numero di partecipanti del programma dovrebbe triplicare con il nuovo quadro finanziario pluriennale.

Per sostenere le regioni più vulnerabili ad alta intensità di carbonio nella transizione verso un’economia climaticamente neutra, viene creato il nuovo Fondo per una transizione giusta, che riceverà finanziamenti sia a titolo del prossimo bilancio a lungo termine che dello strumento dell’UE per la ripresa.
La maggior parte dei programmi di finanziamento settoriali dell’UE dovrebbero essere adottati all’inizio del 2021 e saranno applicabili retroattivamente a partire dal primo giorno dell’anno.

Per l’attuazione dello strumento per la ripresa Next Generation EU, la decisione sulle risorse proprie dell’UE dovrà essere approvata in tutti gli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali. Conformemente alla decisione, la Commissione sarà autorizzata, in via eccezionale, a contrarre prestiti fino a 750 miliardi di euro a prezzi 2018 sui mercati dei capitali per far fronte alle conseguenze della crisi Covid-19.
La maggior parte di questi finanziamenti sarà erogata attraverso un dispositivo per la ripresa e la resilienza da 672,5 miliardi che sosterrà, mediante sovvenzioni e prestiti, gli investimenti pubblici e le riforme negli Stati membri, aiutando questi ultimi ad affrontare l’impatto economico e sociale della pandemia di Covid-19, nonché le sfide poste dalle transizioni verde e digitale.