In arrivo 140 milioni di euro per progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito dell’economia circolare.

E’ quanto ci si aspetta dal provvedimento attuativo del decreto-legge n. 34-2019, meglio noto come decreto Crescita approvato in via definitiva dal Senato e pubblicato il 29 giugno in Gazzetta ufficiale.

Il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà stabilire entro fine dell’anno i criteri, le condizioni e le procedure per la concessione e l’erogazione dei finanziamenti, volti a favorire la riconversione delle attività produttive verso modelli di economia circolare.

Finanziamenti

Le risorse messe a disposizione ammontano a 140 milioni di euro, di cui 40 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma del contributo diretto alla spesa, a valere sulle disponibilità per il 2020 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e i restanti 100 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese gli investimenti in ricerca (FRI).

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di finanziamento agevolato entro il 50% dei costi ammissibili, e sotto forma di contributo diretto alla spesa fino al 20% delle spese ammissibili.  

Chi può richiederli

Le agevolazioni sono rivolte alle imprese e ai centri di ricerca iscritte nel Registro delle imprese, che operano in via prevalente nel settore manifatturiero o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, hanno approvato e depositato almeno due bilanci e non sono sottoposte a procedura concorsuale e non si trovano in stato di fallimento, di liquidazione anche volontaria, di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente.

I beneficiari possono presentare progetti anche congiuntamente tra loro, previa indicazione del soggetto capofila.

Per essere ammessi alle agevolazioni i progetti di ricerca e sviluppo devono:

  • essere realizzati nell’ambito di una o più unità locali ubicate nel territorio nazionale;
  • prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 500mila euro e non superiori ai 2 milioni ed avere una durata compresa tra 12 e 36 mesi;
  • prevedere attività di ricerca e sviluppo, strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies (KETs), relative a:

    – innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un’ottica di economia circolare o a «rifiuto zero» e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili);

    – progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;

    – sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;

    – strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;

    – sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati e sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri.

Focus riciclo

Previste anche una serie di agevolazioni per incoraggiare il riutilizzo, sia in termini di riciclo degli imballaggi, sia con l’acquisto di prodotti da riciclo e da riuso.

Per quanto concerno il riciclo degli imballaggi, all’impresa venditrice di merci è riconosciuto un abbuono sul prezzo degli acquisti successivi pari al 25% del prezzo dell’imballaggio esposto in fattura.

In caso di riutilizzo degli imballaggi usati o di raccolta differenziata ai fini del successivo avvio al riciclo, l’impresa venditrice può fruire di un credito d’imposta pari al doppio degli abbuoni riconosciuti all’impresa acquirente, ancorché da questa non utilizzati. Il credito d’imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di 10mila euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 10 milioni di euro annui per l’anno 2020.

Stanziati per il 2021, 20 milioni di euro per l’acquisto di prodotti da riciclo e da riuso.

Alle imprese e ai soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo che acquistano tali beni il contributo è riconosciuto sotto forma di credito d’imposta, fino ad un importo massimo annuale di 10mila euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo annuo di 10 milioni di euro.

Per chi invece acquista tali beni non destinati all’esercizio dell’attività economica o professionale, il contributo spetta fino ad un importo massimo annuale di 5mila euro per ciascun beneficiario, sempre nel limite complessivo annuo di 10 milioni. Tale contributo è anticipato dal venditore dei beni come sconto sul prezzo di vendita ed è a questo rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo.

L’agevolazione pari al 25% del costo di acquisto riguarda:

  • semilavorati e prodotti finiti derivanti, per almeno il 75% della loro composizione, dal riciclaggio di rifiuti o di rottami ovvero dal riuso di semilavorati o di prodotti finiti; 
  • compost di qualità derivante dal trattamento della frazione organica differenziata dei rifiuti.