Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha firmato un piano di investimenti per il rilancio dell’economia del paese. Il programma Italia Veloce affianca il Dl Semplificazioni e il Piano nazionale di riforma, approvati dal Consiglio dei ministri.  

Provvedimenti che costituiscono una carta d’intenti, l’inizio di processo di riforma attraverso il quale l’Italia vuole farsi assegnare il massimo contributo possibile dal Recovery fund in via di lancio a Bruxelles.

130 grandi opere prioritarie

L’elenco individuato dal Ministero delle Infrastrutture e allegato al Piano nazionale di riforma prevede 130 grandi opere considerate strategiche a livello nazionale. La priorità data dovrebbe avviare o sbloccare i relativi cantieri in tempi brevi, anche passando attraverso commissari o procedure in deroga.

Il piano risulta già finanziato per oltre 130 miliardi, su 200 complessivi. “Approfitteremo il più possibile del Recovery fund, non appena sarà disponibile”, ha spiegato De Micheli in conferenza stampa.

Entro fine dicembre 2020 si dovranno indicare i commissari delle opere indicati in elenco, con appositi Dpcm. “Diamo poteri regolatori a tutte le stazioni appaltanti: non serve necessariamente un commissario per procedere velocemente ma prevediamo che in casi complessi sia possibile nominare commissari sulla scia di Expo e del Ponte Genova”, ha spiegato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi per illustrare il decreto.

Tra le opere strategiche ci sono – continua il premier – la Salerno-Reggio Calabria, la Palermo-Catania-Messina, la Pescara-Roma, la Pescara-Bari, la Venezia-Trieste, la Gronda, la Ionica, l’ampliamento della Salaria, la Pontina“, Opere ferroviarie: raddoppio della Codogno-Cremona-Mantova; completamento dei lavori del nodo ferroviario di Genova e il collegamento dell’ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il porto di Genova; completamento del raddoppio della Genova-Ventimigliae del raddoppio della Pontremolese; chiusura dell’anello ferroviario di Roma; il potenziamento tecnologico e gli interventi infrastrutturali sulla linea Salerno-Reggio Calabria; la linea Palermo-Trapani via Milo; la realizzazione dell’asse AV/AC Palermo-Catania-Messina; potenziamento della linea Fortezza-Verona; il potenziamento della linea Venezia-Trieste; la linea Roma-Pescara; il completamento del raddoppio Pescara-Bari; realizzazione delle opere relative alla tratta ferroviaria Napoli-Bari; la realizzazione nuova linea Ferrandina-Matera La Martella; e il potenziamento tecnologico e gli interventi infrastrutturali della linea Taranto-Metaponto-Potenza-Salerno.

Nel dettaglio il piano prevede:  

  • Opere ferroviarie: raddoppio della Codogno-Cremona-Mantova; completamento dei lavori del nodo ferroviario di Genovae il collegamento dell’ultimo miglio tra il Terzo Valico dei Giovi e il porto di Genova; completamento del raddoppio della Genova-Ventimigliae del raddoppio della Pontremolese; chiusura dell’anello ferroviario di Roma; il potenziamento tecnologico e gli interventi infrastrutturali sulla linea Salerno-Reggio Calabria; la linea Palermo-Trapani via Milo; la realizzazione dell’asse AV/AC Palermo-Catania-Messina; potenziamento della linea Fortezza-Verona; il potenziamento della linea Venezia-Trieste; la linea Roma-Pescara; il completamento del raddoppio Pescara-Bari; realizzazione delle opere relative alla tratta ferroviaria Napoli-Bari; la realizzazione nuova linea Ferrandina-Matera La Martella; e il potenziamento tecnologico e gli interventi infrastrutturali della linea Taranto-Metaponto-Potenza-Salerno.
  • Tra le opere idriche di nuova realizzazione o di cui è previsto il completamento, il Mit ha inserito nell’elenco la Traversa Lago d’Idro(BS), la diga di Maccheronis (NU), la diga di Monti Nieddu (CA), quella di Medau Aingiu (CA) e di quella di Pietrarossa (EN-CT). Viene inoltre disposto l’incremento della sicurezza di grandi dighe esistenti: Cantoniera (OR), Rio Olai (NU) Rio Govossai (NU), Rio Mannu di Pattada (SS) e Monte Pranu(OR). Viene considerato decisivo l’incremento della sicurezza dell’approvvigionamento potabile dell’Acquedotto del Peschiera e il Mose per la salvaguardia di Venezia.
  • Opere stradali: A24-A25, la SS106 Ionica, la Ragusana, la Monte Romano-Civitavecchia; la Tarquinia-San Pietro in Palazzi; la Roma-Latina; la SS4 Salaria; ilPonte ad Albiano Magra (crollato ad aprile scorso) e la e78 Grosseto-Fano.
  • Presenti nel piano di infrastrutture messo a punto dal Mit 36 opere commissariate. Si tratta di 12 opere idriche (dighe o acquedotti) di nuova realizzazione o di messa in sicurezza, 15 opere ferroviarie (valico di Giovi, Napoli-Bari, Roma-Pescara e via dicendo) e 9 infrastrutture stradali come la Grosseto-Fano, la Roma-Latina, la SS106 Ionica e la Tarquinia San Pietro in Palazzi. Anche in questo caso, il numero è da integrare con le opere che riguardano gli altri dicasteri per una cinquantina totale.