La rete logistica e infrastrutturale del Mezzogiorno vive ancora un importante divario rispetto al Nord Italia. Nel nuovo Piano Sud 2030, presentato a Gioia Tauro dal Premier Giuseppe Conte assieme ai Ministri Porvenzano e Azzolina, previsto il rilancio del Sud Italia a partire proprio dal settore dei trasporti e della logistica. 

Il Piano si articola in due fasi. Nel triennio 2020-2022, l’obiettivo è la “massimizzazione dell’impatto delle misure previste nella Legge di Bilancio 2020, che consenta di incrementare gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno”. Una seconda fase, poi, è prevista nella nuova programmazione per il periodo 2021-27 della politica di coesione nazionale ed europea. L’ammontare complessivo di risorse aggiuntive per il Sud è di circa 123 miliardi di euro

I primi interventi

“Il rilancio del Sud – spiega il presidente del Consiglio – non può non passare dal miglioramento delle infrastrutture, ferroviarie e stradali. In merito, in questo Piano sono previsti 33 miliardi di investimenti in opere appaltabili entro il 2021. Abbiamo un contratto di programma Anas e Rfi molto corposo”.

Il Governo individua tre priorità per arginare il divario: potenziamento della rete ferroviaria e velocizzazione dei servizi per ridurre la distanza temporale fra le ripartizioni territoriali del Paese; miglioramento della mobilità interna del Mezzogiorno con particolare attenzione al trasporto pubblico locale; sostegno alle filiere logistiche territoriali, con particolare riferimento alla intermodalità delle merci in uscita e in entrata dai porti, soprattutto quelle di “ultimo miglio”.

I 33 miliardi di euro stanziati saranno ripartiti in diversi interventi:

  • 27,5 miliardi destinati al settore ferroviario (in primis l’alta velocità per la Salerno-Reggio Calabria, la Napoli-Bari e la Messina-Catania);
  • 5 miliardi per la manutenzione e la messa in sicurezza di strade e autostrade;
  • 360 milioni per la rete idrica;
  • 600 milioni per le opere nel settore edilizia.

Cura del ferro

L’azione prevede, oltre all’avvio di nuove opere, la manutenzione programmata, l’ammodernamento, l’adeguamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture.

Gli interventi si concentreranno su: collegamento viario Ragusa-Catania; Strada statale 106 jonica; SS 121 catanese; SS 268 del Vesuvio; SS 17 dell’Appennino abruzzese ed appulo-sannitico; SS 16 adriatica; Raccordo autostradale 02 Salerno-Avellino; Linea AV-AC Salerno-Reggio Calabria; Linea AV-AC Napoli-Bari e Linea Messina–Catania.

Logistica e trasporto

Il Rapporto SACE-SIMEST 2018, si specifica nel piano,  ha stimato che il gap di qualità logistica rispetto alla Germania costa all’Italia 70 miliardi di euro in export mancato. Obiettivo del Piano Sud è quello di potenziiare la specializzazione di filiera e funzionale al fine di garantire alle ZES di esprimere le loro potenzialità.

In concreto saranno adeguati e potenziati gli assi viari e ferroviari di connessione con le aree industriali, con i porti, interporti e retroporti, anche con la realizzazione di infrastrutture di “ultimo miglio”. Saranno poi adeguati i porti, gli approdi e i servizi a terra per uno sviluppo efficiente del traffico merci. Previsti anche “Protocolli energetici” per ridurre il costo dell’energia per le imprese operanti nelle ZES.