Sostenibilità, digitalizzazione dei processi e resilienza del sistema. Ecco i cardini della nuova strategia europea per la mobilità del futuro.
La Commissione Ue ha presentato lo scorso 9 dicembre il piano d’azione per una mobilità intelligente e sostenibile: ottantadue iniziative raggruppate in 10 azioni principali (flagship), ognuna declinata in iniziative concrete da mettere in atto nei prossimi due anni (2021-2022) per arrivare agli obiettivi di medio e lungo termine descritti dal piano in linea con lo scopo finale del Green Deal, ovvero una riduzione del 90% delle emissioni entro il 2050, ottenuta grazie a un sistema di trasporti intelligente, competitivo, sicuro, accessibile e a prezzi abbordabili.

La tecnologia e il digitale rappresentano l’elemento di raccordo tra la sostenibilità e la resilienza del sistema, una componente fondamentale alla base della nuova configurazione dei trasporti in Europa che prevede entro il 2030 almeno 30 milioni di automobili a emissioni zero sulle strade, 100 città a impatto climatico zero, il raddoppio del traffico ferroviario ad alta velocità, viaggi collettivi programmati per percorsi inferiori a 500 km neutri in termini di emissioni di carbonio, la diffusione su larga scala delle mobilità automatizzata e navi a zero emissioni.
Entro il 2035 invece è previsto l’uso di aerei a zero emissioni e infine, entro il 2050 quasi tutti i veicoli (anche pesanti) saranno a zero emissioni, il traffico merci su rotaia dovrà raddoppiare e la rete transeuropea di trasporto multimodale (TEN-T) sarà pienamente operativa per trasporti sostenibili e intelligenti con connettività ad alta velocità.
L’ampia strategia si snoda attraverso 111 punti e una consapevolezza di base: la crisi dovuta all’emergenza sanitaria per il Covid 19 deve essere usata da acceleratore per la decarbonizzazione e la modernizzazione del sistema dei trasporti europeo

Sarà centrale l’uso degli ITS: la Commissione vuole mettere in atto azioni che possano indirizzare la ricerca verso il CCAM (connected, cooperative and automated mobility) attraverso partnership previste con Horizon Europe o con altri strumenti per colmare gap non solo tecnologici, ma anche normativi in vista dell’uso sempre più massiccio di veicoli automatizzati. Un aiuto in questo senso è la costituzione di un’agenzia (o altra istituzione) a supporto dello sviluppo e dell’uso degli ITS e della mobilità connessa in Europa prevista nel documento. Un passo importante è la dematerializzazione dei documenti di viaggio che dovranno essere anche multimodali (sia per passeggeri che per le merci) in tutta Europa.

L’innovazione
è la parola d’ordine del secondo pilastro: qui l’Europa punta a creare una zona di comfort per la sperimentazione di nuove tecnologie e le start up: droni, hyperloop, aerei ad idrogeno, aerei personali elettrici, veicoli innovativi per il trasporto in acqua che potranno trovare diverse fonti di finanziamento nei fondi europei (CEF, fondi di Coesione, fondi regionali ecc).
5G e intelligenza artificiali sono le tecnologie su cui puntare, mentre lo scambio dei dati viene visto come un problema da risolvere attraverso la costituzione di un European Common Mobility Data Space, ovvero un ambiente sicuro, in particolare per gli operatori, dove condividere le informazioni e i dati. L’obiettivo temporale è il 2030: entro questa data i viaggi di persone e merci in Europa dovranno essere multimodali e paperless, mentre la mobilità automatizzata dovrà essere applicata su larga scala.

Smart mobility

Nel 2021 verrà rivista la Direttiva sui sistemi di trasporto intelligenti, compresa un’iniziativa di biglietteria multimodale, completato il quadro giuridico dell’Ue sull’omologazione dei veicoli automatizzati, adottata una normativa di attuazione per l’omologazione dei veicoli connessi e automatizzati, proposte misure inerenti i documenti elettronici per l’equipaggio interno e le navi, sviluppate (o rinnovate) partnership di ricerca sulla mobilità connessa, cooperativa e automatizzata, Shift2Rail, Sesar, partnership per l’idrogeno pulito, reti e servizi intelligenti, AI, dati e robotica e tecnologie digitali. In programma per quest’anno anche lo sviluppo di uno spazio dati europeo comune sulla mobilità e l’istituzione di un meccanismo di coordinamento più forte per i punti di accesso nazionali stabiliti dalla direttiva ITS, una roadmap sull’intelligenza artificiale nella mobilità, la revisione dell’attuale legislazione Ue sull’omologazione per facilitare i servizi basati sui dati delle automobili.

Tra il 2021 e il 2022 è in programma la revisione del Regolamento delegato 2015/962 sui servizi di informazione sul traffico in tempo reale per estendere la copertura geografica e le serie di dati. La revisione del Regolamento delegato 2017/1926 sui servizi di informazione sui viaggi multimodali per includere l’accessibilità obbligatoria dei nuovi set di dati dinamici e lo sviluppo ulteriore del quadro normativo per droni e velivoli senza pilota, incluso U-Space, adottando la strategia drone 2.0.

Nel 2022 verrà valutata la necessità di un’azione normativa sui diritti e i doveri dei fornitori di servizi digitali multimodali ed emessa una raccomandazione per garantire che i contratti di servizio pubblico non ostacolino la condivisione dei dati e sostengano lo sviluppo di servizi di biglietteria multimodale, insieme a un’iniziativa sull’emissione di biglietti, compresa l’emissione di biglietti ferroviari. In programma anche un’agenzia o altro ente per supportare operazioni di trasporto su strada sicure, intelligenti e sostenibili. L’adozione di norme tecniche ferroviarie e il pacchetto di specifiche sull’ERTMS/controllo-comando e segnalamento (CCS). L’istituzione di un gruppo di alto livello (New Mobility Tech Group) come primo passo verso lo sviluppo di un approccio coerente dell’Ue.