Il Coreper, il consiglio degli ambasciatori degli Stati membri nel Consiglio Ue, ha approvato nuove regole per accelerare il completamento della rete transeuropea di trasporto (Rte-T), con l’obiettivo di snellire le procedure di rilascio dei permessi.

“Procedure più chiare, più rapide ed efficienti per migliorare i principali collegamenti di trasporto europei ci aiuteranno a completare la rete centrale TEN-T entro il 2030. Ciò rafforzerà la connettività in Europa e contribuirà alla crescita intelligente e sostenibile, che è cruciale per la ripresa post-pandemia” spiega Oleg Butković, ministro croato per il mare, i trasporti e le infrastrutture, presidente del Consiglio

L’Iter di approvazione

La Commissione ha presentato la proposta a maggio 2018 nell’ambito del terzo pacchetto “Europe on the move”, progettato per rendere la mobilità europea più sicura, più pulita, più efficiente e più accessibile.

Le nuove regole sono state provvisoriamente approvate dalla presidenza del Consiglio e dal Parlamento europeo l’8 giugno scorso. Il testo concordato sarà ora sottoposto a revisione giuridico-linguistica, e una votazione formale sia in Parlamento che in Consiglio seguirà in un secondo momento, dopo l’adozione del Cef 2.0 (il Meccanismo per collegare l’Europa).

Il testo sarà redatto come “direttiva” (la proposta iniziale prevedeva un “regolamento”), dando così agli Stati membri la flessibilità necessaria per sfruttare le procedure di concessione dei permessi esistenti. Entro die anni dall’entrata in vigore della direttiva gli spati membri dovranno integrare le sue disposizioni nel diritto nazionale.

Smart Ten-T

La direttiva riguarda i progetti che fanno parte di sezioni pre-individuate della rete centrale della Ten-T. Saranno poi coperti altri progetti sui corridoi della rete centrale con un costo totale superiore a 300 milioni di euro.

I progetti esclusivamente legati alla telematica e ad altre nuove tecnologie – specifica il Consiglio – saranno esclusi dal campo di applicazione, in quanto la loro diffusione non si limita alla rete centrale Ten-T”.

Gli Stati membri “possono applicare la direttiva ad altri progetti sulla rete centrale e globale Ten-T per consentire un approccio più ampio e armonizzato ai progetti di infrastrutture di trasporto”.

La proposta chiarisce anche le procedure che i promotori dei progetti devono seguire per quanto riguarda il rilascio delle autorizzazioni e gli appalti pubblici per i progetti transfrontalieri. 

Per rendere le procedure più efficienti e trasparenti, i Paesi Ue “designeranno un’autorità che funga da punto di contatto per il promotore di ogni progetto”. L’autorità fornirà al promotore del progetto “una guida per la presentazione di documenti e altre informazioni”. Gli Stati membri “possono scegliere di designare la stessa autorità per tutti i progetti o di avere autorità diverse come autorità designata a seconda della categoria di progetti, del modo di trasporto o dell’area geografica”.

Per l’intero processo di concessione del permesso si applicherà “un limite di tempo massimo di quattro anni”. Questo periodo può essere prorogato due volte “in casi debitamente giustificati”. Gli Stati membri avranno due anni dall’entrata in vigore della direttiva per recepirne le disposizioni nel diritto nazionale.