Pubblicato il 15 Gennaio 2026

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha ufficialmente dato il via a un piano di investimenti da 750 milioni di euro destinati al potenziamento del trasporto pubblico locale (TPL) per il periodo compreso tra il 2024 e il 2028. Questa iniziativa fa parte di una strategia più ampia, che prevede l’erogazione di 250 milioni di euro su base annua fino al 2033, con l’obiettivo primario di svecchiare le flotte circolanti e garantire ai cittadini un servizio all’altezza delle sfide odierne.

Un progetto a lungo termine per l’ambiente e il territorio

L’intervento si sviluppa all’interno del perimetro tracciato dal Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, con la chiara intenzione di sostituire i mezzi più datati e inquinanti. Puntando su tecnologie di ultima generazione, nello specifico, il provvedimento mira a elevare la qualità dell’aria nei centri abitati, offrendo al contempo una cornice finanziaria certa che consenta alle amministrazioni di programmare gli acquisti con una visione di lungo periodo, evitando interventi frammentati o estemporanei.

Tecnologia e inclusione al servizio del trasporto passeggeri

I nuovi veicoli che entreranno in funzione dovranno sottostare a parametri qualitativi estremamente rigorosi per migliorare l’esperienza di viaggio nel comparto del trasporto passeggeri. A partire dal 2024, ricordiamo, l’impiego di motorizzazioni ecologiche a metano, idrogeno o elettriche non sarà più limitato all’ambito urbano, ma verrà esteso anche alle tratte extraurbane.

Per assicurare una mobilità realmente inclusiva, ogni autobus sarà provvisto di pedane facilitate per i soggetti con disabilità, oltre a sistemi di climatizzazione avanzati e dispositivi per il monitoraggio satellitare costante della posizione del mezzo.

Sicurezza e dotazioni digitali per il comfort di bordo

Il rinnovamento non tocca solo la meccanica, ma anche la protezione e la digitalizzazione dei servizi offerti ai passeggeri. La tutela di chi viaggia e di chi guida sarà salvaguardata attraverso l’installazione di circuiti di videosorveglianza interna e la creazione di cabine di guida separate e protette.

Inoltre, per venire incontro alle abitudini digitali dei passeggeri, i mezzi di nuova fornitura includeranno prese USB per la ricarica dei dispositivi elettronici, mentre per i percorsi più lunghi, superiori ai cento chilometri, è prevista l’integrazione di servizi igienici a bordo.

Infrastrutture di supporto e gestione delle risorse regionali

Il successo di questa trasformazione del sistema dei trasporti non può prescindere dall’adeguamento delle strutture logistiche di supporto. Una parte dei fondi potrà infatti essere impiegata per la modernizzazione dei depositi e la creazione di stazioni di ricarica necessarie per i nuovi modelli ecologici.

Le singole Regioni avranno la responsabilità di coordinare i finanziamenti, scegliendo se operare in prima persona o coinvolgere le aziende di settore, fermo restando l’obbligo di trasparenza: ogni bus acquistato dovrà mostrare un pannello che attesti il contributo statale e restare dedicato esclusivamente al servizio pubblico per tutto il suo ciclo di vita.

Le tappe del cronoprogramma verso il 2028

Il MIT ha fissato scadenze precise affinché le risorse stanziate si traducano rapidamente in vantaggi tangibili per la collettività. Gli enti interessati dovranno formalizzare i contratti per l’acquisto dei nuovi autobus entro il termine del 2026.

Successivamente, la fase operativa che comprende la consegna fisica dei veicoli e la chiusura di tutte le procedure di pagamento dovrà giungere a compimento tassativamente entro il 31 dicembre 2028, assicurando così un ricambio generazionale della flotta in tempi certi e definiti.