Pubblicato il 30 Gennaio 2026
Il vertice istituzionale svoltosi a Palazzo Piacentini, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha delineato la strategia nazionale per affrontare la crisi del settore automotive, con l’annuncio di un piano di finanziamenti da 1,6 miliardi di euro fino al 2030 e la richiesta di una revisione immediata dei vincoli europei sulle emissioni.
L’incontro ha visto la partecipazione dei vertici di Stellantis, dei delegati regionali e delle parti sociali, con l’obiettivo di coordinare le politiche industriali per i prossimi anni e salvaguardare la filiera produttiva italiana.
Il ministro Urso ha aperto i lavori, sottolineando l’impegno del Governo italiano nel portare avanti un’intensa attività negoziale in ambito comunitario per modificare le scadenze e le modalità della transizione ecologica nel settore. In merito, sebbene siano stati ottenuti i primi risultati riguardo all’anticipo della revisione delle emissioni di CO2 e allo slittamento delle sanzioni economiche per i costruttori, l’Italia considera ancora insufficienti le attuali proposte della Commissione Europea.
La posizione italiana, sostenuta da un accordo con la Germania, in particolare, spinge per un approccio che valorizzi la neutralità tecnologica, includendo l’impiego dei biocombustibili e il potenziamento della produzione interna di accumulatori. L’auspicio – come ha evidenziato Urso – è quello di estendere questa intesa anche alla Francia per creare un fronte comune capace di imporre trasformazioni strutturali e non solo ritocchi superficiali alle normative vigenti, data l’urgenza dettata dalle difficoltà del mercato.
In questo contesto di profondo mutamento a livello globale, il principale gruppo automobilistico operante in Italia ha confermato la centralità del Paese nei propri piani industriali. Per la precisione, Stellantis ha presentato i dati relativi alle commesse verso l’indotto nazionale, che per l’anno 2025 superano i 7 miliardi di euro in acquisti dai fornitori locali.
Questa cifra, secondo quanto emerso dal vertice, dovrebbe restare stabile anche per quest’anno, garantendo una boccata d’ossigeno alle imprese della componentistica che costituiscono il cuore del comparto. L’impegno, nello specifico, punta a mantenere l’Italia come uno dei poli di riferimento per lo sviluppo dei nuovi modelli e delle tecnologie di mobilità del Gruppo.
Per sostenere concretamente il comparto, è stato poi illustrato il nuovo dpcm che programma le risorse del Fondo Automotive fino al 2030. La strategia governativa prevede di destinare un totale di circa 1,6 miliardi di euro, offrendo alle imprese una prospettiva pluriennale destinando la maggior parte dei fondi, circa il 75%, al potenziamento dell’offerta.
Tra le voci di spesa principali spiccano 750 milioni di euro riservati ad accordi per la ricerca e lo sviluppo industriale, seguiti dai contratti di sviluppo per gli investimenti produttivi, con particolare attenzione ai mini-contratti.
Sul versante del mercato, gli interventi si concentreranno invece sulla all’ecobonus per i veicoli commerciali leggeri, oltre al sostegno per i veicoli della categoria L, al retrofit, al bonus per le colonnine di ricarica e al noleggio sociale a lungo termine.
Il pacchetto di misure a sostegno dell’auto non si esaurisce con i fondi settoriali, ma si integra con gli strumenti previsti dalla Legge di Bilancio, come gli incentivi del Piano Transizione 5.0 e il rifinanziamento di agevolazioni consolidate come la Nuova Sabatini, con l’obiettivo di creare un ambiente favorevole per gli investimenti tecnologici delle imprese.
In linea con le istanze di neutralità tecnologica emerse durante il vertice, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (ANFIA) ha evidenziato la necessità delle richieste avanzate dal comparto. Proposte che sono state definite come concrete ,“razionali e pragmatiche”: essenziali per calare la transizione “nella complessità industriale ed economica” dei nostri tempi al fine di rendere la decarbonizzazione un obiettivo realmente sostenibile per l’intero tessuto produttivo nazionale.
Mentre sul piano europeo, dunque, l’associazione ha gradito l’apertura verso una maggiore flessibilità tecnologica all’interno del pacchetto automotive, sul piano nazionale, ANFIA ha accolto con favore la programmazione pluriennale delle risorse nazionali, ritenendo fondamentale che i finanziamenti siano concentrati sulla ricerca e innovazione e, in particolare, sul rafforzamento delle collaborazioni tra fornitori e costruttori. Tra le misure prioritarie per l’avanzamento del mercato interno, nello specifico, l’associazione ha evidenziato l’importanza del sostegno all’acquisto di veicoli commerciali per le piccole e medie imprese, degli incentivi per le infrastrutture di ricarica domestica e del supporto per il retrofit a gas delle autovetture.