Pubblicato il 10 Aprile 2026

Il tavolo partenariale MaaS for Italy, programmato dal Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) e riunitosi a Roma l’8 aprile, ha rappresentato un’importante occasione per fare il punto sul percorso di sperimentazione e sui traguardi tecnologici raggiunti nella definizione della rete nazionale della mobilità come servizio integrato, agendo come un fondamentale punto di incontro con tutti gli attori interessati, tra cui il Cluster Nazionale Trasporti.

Durante l’incontro sono stati presentati i risultati raggiunti da un’iniziativa che, secondo quanto riferito da Angelo Borrelli, a capo del Dipartimento per la trasformazione digitale, conta oggi oltre centomila iscritti e quasi un milione di viaggi portati a termine. Attualmente, mentre DTD e MIT lavorano al position paper che guiderà lo sviluppo del MaaS dopo la fase legata al PNRR, il Cluster Trasporti ha confermato il supporto all’iniziativa che rientra fra gli ambiti strategici di sviluppo della mobilità, come emerso nel documento del Cluster dedicato alle innovazioni tecnologiche, agli scenari di mobilità e al ruolo delle aziende di trasporto pubblico presentato nel convegno organizzato lo scorso 28 maggio a Roma. Inoltre, il Cluster parteciperà all’indagine prevista dal DTD per finalizzare gli obiettivi di sviluppo del MaaS e al prossimo incontro previsto per il 19 maggio.

I traguardi di una sperimentazione su vasta scala

Come illustrato da Borrelli, i dati raccolti finora evidenziano una risposta molto positiva da parte dei cittadini verso l’idea di gestire i propri spostamenti tramite un’unica interfaccia digitale. Nello specifico, la partecipazione di 53 mila viaggiatori reali dimostra come la possibilità di pianificare, prenotare e saldare il conto di un tragitto multimodale con un solo strumento sia oggi una soluzione matura e pronta a partire.

L’iniziativa italiana si distingue per la sua ampiezza, arrivando a coinvolgere potenzialmente circa il 40% della popolazione nazionale. Un volume di attività che ha permesso di verificare sul campo l’efficacia delle soluzioni tecnologiche adottate e la propensione degli utenti a cambiare le proprie abitudini di movimento.

Un’infrastruttura digitale al servizio del territorio

Il fulcro di questo sistema è rappresentato dal “Data and Services Repository for MaaS”, una piattaforma che svolge il compito di centro di coordinamento per le informazioni provenienti dai diversi vettori. Grazie a questo schema organizzativo, le realtà locali hanno potuto superare la frammentazione del passato, adottando linguaggi e standard comuni per lo scambio dei dati.

Tale processo ha favorito il coinvolgimento di oltre cento aziende di trasporto e operatori della mobilità condivisa, rendendo accessibili in tempo reale orari, percorsi e disponibilità dei mezzi. Angelo Borrelli ha commentato positivamente l’avvio di questa nuova fase che segue la sperimentazione. Come sottolineato dal capo dipartimento del DTD, l’impegno attuale è volto a trasformare quanto appreso in un sistema solido e duraturo per il Paese.

Le sfide della condivisione e della trasparenza

Nonostante l’ottimo andamento generale, restano alcuni nodi da sciogliere per quanto riguarda la piena disponibilità dei dati di offerta e domanda. Alcuni operatori, infatti, mostrano ancora resistenze nel condividere informazioni sensibili, nonostante gli obblighi previsti dalle normative europee. In questo ambito, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) svolge un compito di vigilanza per assicurare che l’accesso alle risorse avvenga in modo equo. L’obiettivo è creare un ambiente dove la competizione avvenga sulla qualità del servizio, garantendo al contempo la massima tutela per chi viaggia.

Verso un equilibrio economico e gestionale

La sostenibilità finanziaria delle piattaforme è uno dei temi più dibattuti per garantire la sopravvivenza del modello MaaS nel lungo termine. Al momento la rivendita dei titoli di viaggio si basa su accordi singoli tra le parti, ma si avverte la necessità di un quadro di regole più chiaro a livello nazionale ed europeo. In questo contesto, il ruolo del coordinatore del servizio diventa quindi centrale per gestire gli algoritmi di ricerca in modo imparziale, evitando che le soluzioni di viaggio siano orientate da interessi commerciali. È pertanto necessario che il mercato si evolva verso forme di remunerazione eque, che permettano agli operatori digitali di coprire i costi di sviluppo e gestione delle app.

Innovazione e confronto per il futuro del settore

Il cammino verso la piena operatività del sistema prosegue attraverso un metodo di consultazione che coinvolge circa organizzazioni diverse, tra Regioni, università, sindacati e associazioni di categoria, tra cui il Cluster Trasporti. Gli attori del settore sono chiamati a valutare una serie di affermazioni (gli statement programmatici, suddivisi in 6 temi relativi), che serviranno a tracciare la rotta del MaaS in Italia per i prossimi anni.

In merito, il Cluster Nazionale Trasporti ha scelto una linea di massima partecipazione, decidendo di raccogliere i pareri dei propri associati per presentare una posizione condivisa e rappresentativa. Nel frattempo, i laboratori tecnologici di Torino e Milano continuano a sperimentare soluzioni innovative, dalla guida autonoma ai sensori per il traffico intelligente, fornendo indicazioni significative per l’ammodernamento dell’intera rete dei trasporti pubblici italiani.

Per approfondire: Il Cluster Trasporti al tavolo MaaS for Italy della Presidenza del Consiglio dei ministri