Pubblicato il 27 Aprile 2026
L’avanzata del comparto automobilistico cinese trova riscontro nelle dimensioni di Auto China 2026, vetrina internazionale di primo piano per il settore. Il tema dell’edizione, “Future of Intelligence”, evidenzia il ruolo dell’intelligenza artificiale, dell’automazione e delle nuove fonti energetiche per l’evoluzione dei trasporti.
L’estensione dell’evento sfida la percezione comune: 380 mila metri quadrati di esposizione, una superficie che equivale a 53 campi da calcio, per oltre 1.500 espositori riuniti tra i due complessi del China International e del Capital International Exhibition Centre.
Anche quest’anno, il Salone di Pechino 2026, in programma fino al 3 maggio, si conferma come un appuntamento centrale nel calendario della mobilità mondiale, mettendo in mostra una flotta di oltre 1.450 veicoli, tra cui spiccano ben 181 anteprime mondiali e 71 concept car nei 17 padiglioni espositivi. Addentrandosi tra le novità tecnologiche, l’evento si conferma come l’epicentro di una rivoluzione digitale in corso, dove l’automazione dei trasporti diventa il nuovo standard produttivo in un ecosistema tecnologico a sei pilastri: l’intelligenza artificiale generativa applicata alla guida, la gestione software dei veicoli tramite architetture aggiornabili via rete, la logistica automatizzata per il movimento delle merci, la mobilità passeggeri senza conducente su larga scala, la rinascita dei motori a combustione ad alte prestazioni e le nuove infrastrutture di ricarica ultra-veloce.
In questa sconfinata vetrina, il veicolo – dalle autovetture ai mezzi pesanti – viene interpretato come un sistema capace di evolvere nel tempo attraverso aggiornamenti costanti, superando la concezione di prodotto statico per abbracciare quella di piattaforma digitale in continua trasformazione. Quando l’IA prende il volante, l’auto infatti diventa più di un veicolo. Tra le numerose proposte che popolano i padiglioni, abbiamo scelto di approfondire questo concetto attraverso due realtà che, per visione strategica e capacità di impatto, stanno riscrivendo i paradigmi della guida autonoma nei settori della logistica e della mobilità urbana.
Partiamo da Momenta, startup high-tech cinese specializzata in soluzioni di guida autonoma che si caratterizza per una strategia orientata allo sviluppo di innovazioni focalizzate sull’intelligenza artificiale applicata alla guida e sulla commercializzazione su larga scala di software per l’automazione, dalle funzionalità di assistenza alla guida L2 a L2++, con piani per avanzare verso livelli L3 e L4.
Più nel dettaglio, la società propone un modello basato sul deep learning, che permette di gestire l’intera dinamica di marcia attraverso una rete neurale unica. Al Salone di Pechino, in particolare, Momenta ha annunciato il lancio del suo R7 reinforcement learning world model, una tecnologia di “physical AI” (intelligenza artificiale fisica), una branca avanzata dell’intelligenza artificiale che consente alle macchine e ai robot di percepire, comprendere e interagire attivamente con il mondo fisico in tempo reale. Funzionalità che consentono al sistema di immagazzinare un flusso continuo di dati per migliorare la sicurezza e l’efficienza della guida autonoma.
In merito, il CEO Cao Xudong ha spiegato che, analogamente a come i grandi modelli linguistici (LLM) prevedono la parola successiva, il World Model Prediction di Momenta prevede gli stati futuri e le interazioni nell’ambiente fisico, comprendendo le relazioni causali e le leggi del movimento.
Guardando più nel dettaglio all’architettura tecnica del sistema R7, la tecnologia si articola su tre livelli integrati che ne definiscono l’intelligenza operativa.
La struttura parte dal pre-addestramento del modello, una fase in cui il software analizza importanti volumi di dati stradali reali per assimilare le regole della fisica e i principi di comportamento necessari alla navigazione. Successivamente, interviene la simulazione a circuito chiuso, che permette all’algoritmo di prevedere l’evoluzione dell’ambiente circostante in risposta alle proprie decisioni, garantendo la capacità di gestire i casi limite, ovvero quelle situazioni rare e pericolose che rappresentano le sfide maggiori per la mobilità automatizzata. Il completamento del sistema avviene tramite l’apprendimento per rinforzo, una tecnica che crea un contesto virtuale estremamente fedele dove l’intelligenza artificiale può perfezionarsi procedendo per tentativi senza alcun rischio, assicurando così una mobilità sempre più affidabile e pronta per la diffusione su larga scala.
Questa tecnologia consente infatti al veicolo di gestire situazioni estreme, come la caduta di oggetti sulla strada, prevedendone la traiettoria e pianificando manovre evasive fluide. Ad oggi, oltre 800.000 veicolisono equipaggiati con sistemi Momenta, grazie a partnership con oltre 20 brand globali, tra cui Mercedes-Benz, Audi e BMW.
Sotto i riflettori di Auto China 2026, l’azienda Pony.ai ha celebrato il proprio decimo anniversario delineando una strategia operativa volta a trasformare la guida autonoma di Livello 4 in una realtà quotidiana e accessibile ovunque per il trasporto merci e passeggeri.
In occasione dell’evento, l’azienda ha illustrato un traguardo economico significativo: l’obiettivo di ridurre il costo complessivo di un robotaxi, comprensivo di sensori e batterie, al fine di rendere questi mezzi più competitivi e accessibili, favorendo così una rapida integrazione nel trasporto passeggeri.
L’esposizione di Pechino è stata inoltre la cornice per il debutto del primo autocarro leggero al mondo completamente automatizzato L4, realizzato sulla piattaforma CATL Kunshi. Questo veicolo, specificamente progettato per la logistica urbana, promette un abbattimento delle spese operative per chilometro compreso tra il 40% e il 50% rispetto ai metodi di consegna con conducente, ottimizzando sensibilmente la gestione delle merci nelle aree metropolitane.
Al contempo, Pony.ai ha presentato tra i padiglioni del Salone l’evoluzione del proprio sistema operativo attraverso PonyWorld 2.0; anche in questo caso si tratta di un motore di IA fisica che, passando dalla fase di apprendimento a quella guidata dal rinforzo, è in grado di auto-diagnosticarsi e migliorare le proprie prestazioni analizzando i dati reali provenienti da una flotta che supererà le 3.000 unità entro la fine dell’anno.
La società ha inoltre utilizzato la vetrina globale offerta dall’evento per proporre l’adozione dello standard “fail-operational” come requisito fondamentale per l’intero comparto. Si tratta di una soluzione di sicurezza che garantisce la continuità di manovra e l’accosto controllato del mezzo anche in presenza di guasti hardware o software improvvisi, evitando situazioni di pericolo nel traffico.
Grazie a queste innovazioni, l’automazione nel campo dell’automotive si prepara a una diffusione su larga scala, sostenuta da una tecnologia che combina efficienza industriale e affidabilità operativa.
Questa evoluzione tecnologica si sposa generalmente con una revisione degli spazi interni: l’assenza della necessità di pilotaggio libera spazio per nuovi ambienti modulari, trasformando l’abitacolo in un ufficio mobile o in una sala multimediale coordinata dall’IA di bordo. Tale sinergia tra efficienza digitale ed esperienza fisica riflette un trend più ampio del settore, volto a offrire soluzioni pienamente allineate alle moderne esigenze degli automobilisti.
In questa cornice, ricordiamo inoltre che l’aggiornamento costante delle normative rappresenta oggi il vero catalizzatore che permette alle innovazioni di tradursi in realtà operative lungo le strade. Grazie alla coerenza tra tecnologia e norme, e all’abbattimento dei costi della sensoristica, la mobilità automatizzata cessa di essere un’anteprima da salone per trasformarsi in un’abitudine collettiva, rendendo gli spostamenti intelligenti una risorsa accessibile e integrata nella vita di ogni giorno.