Pubblicato il 27 Luglio 2026

1,1 miliardi di euro: questa la dotazione messa a disposizione dall’Unione europea per costruire, aggiornare e migliorare le grandi reti di collegamento tra i suoi Stati membri. La Commissione UE ha dato il via al bando CEF Transport 2026, nell’ambito della programmazione del Meccanismo per collegare l’Europa 2021-2027 (Connecting Europe Facility – CEF), al fine di proseguire le attività di modernizzazione delle infrastrutture di trasporto all’interno dell’Unione. L’iniziativa, coordinata da Cinea (l’agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente) punta dritto al completamento della rete transeuropea TEN-T e allo sviluppo delle diverse modalità di trasporto, coinvolgendo nell’iter anche Ucraina e Moldavia. L’obiettivo è la creazione di un sistema di trasporto fluido, resiliente e tecnologicamente avanzato, capace di rispondere alle necessità di spostamento di merci e persone su scala internazionale.

L’orizzonte della mobilità e dei trasporti dell’Unione europea

In un’area geografica dove la vitalità economica dipende dalla fluidità dei trasporti, le disconnessioni tra le infrastrutture dei singoli Stati costituiscono ancora un freno allo sviluppo del mercato UE. Proprio per colmare queste lacune, il CEF opera come il principale strumento dell’UE, destinato a completare la rete transeuropea dei trasporti, trasformando così i segmenti isolati in un sistema unico, sostenibile, intelligente, interoperabile e resiliente. La misura punta, nello specifico, a integrare diverse modalità di trasporto, rendendo i passaggi tra rotaia, acqua e gomma privi di ostacoli e tecnologicamente pronti alle odierne sfide ambientali. Una visione che mira a trasformare l’intero sistema in un servizio affidabile e dai costi contenuti, allargando al contempo i confini della cooperazione verso Ucraina e Moldavia, paesi associati al CEF, per garantire una stabilità logistica che abbracci l’intero continente.

Dalle ferrovie ai porti: la ripartizione dei fondi e gli ambiti di intervento ammissibili

Guardando più nel dettaglio al testo del bando, i fondi disponibili sono ripartiti in 850 milioni di euro sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto (di cui 130 milioni per la mobilità militare) e circa 260 milioni di euro provenienti dal fondo di coesione. Per quanto riguarda gli ambiti di intervento ammissibili, nello specifico, i finanziamenti andranno a sostenere: progetti ferroviari sulla rete centrale TEN-T; progetti di vie navigabili interne sulla rete centrale TEN-T; l’elettrificazione del trasporto su strada e degli aeroporti, infrastrutture di ricarica elettrica nei porti marittimi e fluviali e dotazione delle navi per l’utilizzo di combustibili alternativi, l’adeguamento delle infrastrutture di trasporto alle frontiere esterne dell’Unione; la mobilità militare.

I soggetti beneficiari e il calendario per la presentazione delle domande

Possono presentare domanda gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e i soggetti, sia di natura pubblica che privata, che hanno sede nell’Unione europea o nei paesi terzi associati, come Ucraina e Moldavia.

Per accedere a queste risorse, gli interessati devono inviare le proprie proposte attraverso la piattaforma telematica dedicata “Funding&tenders”, rispettando la scadenza fissata per il 6 ottobre 2026 alle ore 17:00.

La fase di selezione e l’avvio dei lavori

Concluso il termine per la presentazione delle domande, i progetti passeranno sotto l’esame di una giuria composta da esperti esterni, rappresentanti della Commissione europea e funzionari di Cinea. I proponenti conosceranno l’esito della valutazione entro sei mesi dalla chiusura del bando. Per le proposte che supereranno la selezione, la firma degli accordi di sovvenzione a fondo perduto avverrà nei tre mesi successivi, permettendo così l’avvio operativo delle iniziative entro nove mesi dalla scadenza del termine di presentazione.