Pubblicato il 30 Settembre 2026

Misurare l’efficacia dei progetti d’innovazione avviati con il PNRR, quantificare l’accrescimento delle imprese e tracciare la rotta del trasferimento tecnologico per i prossimi anni. Su questi argomenti si è focalizzato l’incontro “Competence Center, impatti e best practice nel Tech Transfer: dal PNRR alle nuove progettualità”, ospitato nella Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma. Durante la giornata sono stati illustrati i dati della ricerca condotta dall’Università di Padova in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) sull’impatto della misura PNRR correlata ai Centri di trasferimento tecnologico. I lavori hanno inoltre sancito la costituzione dell’Associazione Competence Center Italia e hanno dato spazio a un confronto aperto tra vertici ministeriali, organi accademici e realtà industriali. L’intera rete nazionale farà leva sull’unione dei suoi otto poli nazionali specializzati – ARTES 4.0, BI-REX, CIM 4.0, Cyber 4.0, MADE4.0, MedITech, SMACT e START 4.0 – nati per orientare e sostenere le imprese nelle sfide dell’innovazione e della digitalizzazione.

L’accesso alla tecnologia per il tessuto produttivo italiano

La ricerca condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’Università di Padova ha misurato l’effettivo impatto generato dai Centri di Competenza, evidenziando i risultati del percorso di trasferimento tecnologico e formazione realizzata con le imprese italiane, nell’ambito della misura PNRR M4C2 Investimento 2.3, finalizzata a sostenere l’attività di centri specializzati nello sviluppo di progetti e fornitura di servizi tecnologici avanzati alle imprese e alle pubbliche amministrazioni.

I numeri e le evidenze della ricerca

Più nel dettaglio, lo studio è stato condotto tra settembre 2025 e giugno 2026, raccogliendo l’esperienza di circa 1.200 aziende coinvolte tramite questionari e interviste dirette.
Sul piano delle risorse, i 180 milioni di euro di incentivi pubblici concessi alle imprese hanno generato un valore complessivo di progetti e servizi pari a 320 milioni di euro.

Durante il percorso di trasferimento tecnologico, stando allo studio, l’attività dei centri di competenza ha erogato 4.700 servizi tra orientamento, consulenza e formazione, indirizzati nell’84% dei casi a piccole e medie imprese. Sono invece 733 le aziende che hanno ottenuto contributi partecipando ai bandi per ricerca e innovazione. Il capitolo sulla crescita delle competenze ha contato, per la precisione, 57.000 persone formate all’interno di 1.460 percorsi specialistici, per un totale superiore a 1,1 milioni di ore a persona, a cui si aggiungono 1.550 eventi gratuiti di orientamento, che hanno raggiunto 40.000 realtà produttive.

Anche l’impatto sui processi aziendali si è rivelato incisivo: il 93,3% delle imprese ha considerato determinante l’apporto ricevuto e una su quattro dichiara che non avrebbe intrapreso alcuna trasformazione senza il supporto di un centro specializzato. Inoltre, il 70% delle strutture ha proseguito in autonomia il proprio percorso di maturazione tecnologica anche dopo la conclusione dei progetti mentre il 96,2% si è dichiarato pronto a rivolgersi nuovamente alla rete nei prossimi tre anni, forti di valutazioni che non scendono mai sotto il punteggio di 4,2 su 5 per qualsiasi tipologia di servizio.

Quello che emerge è soprattutto una grande fame di innovazione da parte del mondo produttivo: le aziende hanno presentato richieste per 211 milioni di euro a fronte dei 114 milioni messi a disposizione dai bandi. Un divario che ribalta un luogo comune: la vera sfida dei prossimi anni non sarà spronare le imprese ad ammodernarsi, ma ampliare le risorse e la capacità strutturale della rete per non lasciare insoddisfatta una domanda così elevata