Trasporti, accordo UE sul Clima: rinvio degli ETS2 al 2028

Pubblicato il 25 Febbraio 2026

I vertici di CLEPA – l’Associazione europea dei fornitori automobilistici -, hanno indirizzato una lettera aperta alla presidente Ursula von der Leyen, sollecitando l’Unione europea a introdurre misure decisive per sostenere la componentistica europea in vista della pubblicazione nei prossimi giorni dell’Industrial Accelerator Act. L’obiettivo? “Scegliere la sovranità invece della dipendenza. Scegliere i valori europei» scrive Clepa, con la firma del presidente Matthias Zink e dei vicepresidenti Iñigo Laskurain, Jean-Luc di Paola Galloni e Marco Stella (Anfia). 

Un equilibrio commerciale incrinato

I dati recenti delineano un quadro macroeconomico complesso, segnato da un’inversione di tendenza negli scambi che desta profonda apprensione tra gli addetti ai lavori. In un arco temporale di soli cinque anni, il comparto dell’automotive ha visto svanire un solido attivo commerciale di circa sette miliardi di euro, scivolando in un disavanzo di 700 milioni.

Tale squilibrio è riconducibile in larga misura alla massiccia penetrazione di componenti di fabbricazione cinese, i cui flussi hanno raggiunto gli 8,2 miliardi di euro nel corso del 2025. Le aziende europee si trovano così a operare in un contesto di disparità, costrette a competere con realtà estere che beneficiano di ingenti sostegni governativi e di un eccesso di capacità produttiva pianificato a tavolino.

Il rischio per l’occupazione e l’innovazione

Il problema non si esaurisce in una mera questione contabile, poiché l’erosione delle filiere produttive locali minaccia direttamente il potenziale innovativo del continente. Affidarsi sistematicamente a tecnologie d’importazione a basso costo, spesso prodotte in contesti con tutele normative inferiori, significa compromettere la sovranità tecnologica europea a lungo termine.

Le ricadute sociali di questo scenario potrebbero essere drammatiche: secondo una ricerca firmata dalla società Roland Berger, la mancata adozione di contromisure adeguate metterebbe a repentaglio circa 350.000 posti di lavoro entro il 2030. Poiché la rete dei fornitori genera il 75% del valore economico di un’automobile, la tenuta di questo settore è indispensabile per la prosperità di milioni di famiglie europee.

Ridefinire l’identità dell’auto nella filiera europea

Per invertire la rotta, i rappresentanti dell’industria propongono l’adozione di un parametro chiaro e ambizioso che identifichi il “veicolo europeo”. L’idea centrale è quella di vincolare l’accesso a incentivi e appalti pubblici alla creazione di valore effettivo sul territorio dell’Unione.

Nello specifico, CLEPA richiede che la soglia minima di componenti prodotti localmente sia fissata al 75% del valore totale del mezzo, lasciando momentaneamente fuori dal computo le batterie. Questo approccio dovrebbe includere anche tappe progressive per le tecnologie più sensibili, come l’elettronica di bordo e i sistemi di trazione elettrica, affinché la transizione verso la mobilità green rimanga saldamente ancorata alle fabbriche europee.

Verso una nuova strategia industriale

In vista delle imminenti decisioni sul piano normativo, l’appello dei fornitori punta a trasformare la sfida della decarbonizzazione in un’opportunità di rafforzamento per l’intera catena del valore.

In questo contesto, l’obiettivo dell’Industrial Accelerator Act dovrebbe essere quello di consolidare l’autonomia industriale, evitando che l’Europa scambi la propria indipendenza con una subordinazione permanente verso mercati più competitivi solo grazie a costi inferiori e regole meno stringenti.

Solo attraverso un quadro normativo che premi la qualità e la resilienza delle forniture interne sarà possibile proteggere un comparto che oggi garantisce oltre 1,7 milioni di impieghi diretti e mantiene la leadership tecnologica globale.