Pubblicato il 15 Settembre 2026
300 milioni di euro per spingere la filiera automobilistica verso l’innovazione tecnologica e la mobilità sostenibile: è questa la dote finanziaria messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso i mini-contratti di sviluppo. Firmato dal ministro Adolfo Urso, il decreto rende operative le risorse già previste dal provvedimento governativo dello scorso 10 giugno per il rilancio del Fondo Automotive. L’intervento punta ad accelerare la transizione ecologica e l’adozione di soluzioni tecnologiche per la guida autonoma, connessa e sicura, rispondendo agli obiettivi comunitari di decarbonizzazione nei trasporti. L’iniziativa intende affiancare il comparto in una fase di profonda riorganizzazione industriale, fornendo alle imprese le risorse necessarie per intercettare le nuove esigenze del mercato e tutelare un settore chiave del Made in Italy.
I fondi sosterranno interventi rivolti allo sviluppo, all’ingegnerizzazione, alla sperimentazione e alla produzione di nuovi veicoli o motorizzazioni a basse emissioni. Il raggio d’azione include la realizzazione di componenti e sistemi tecnologici avanzati, oltre a progetti di riconversione produttiva verso ambiti ad alta intensità di ricerca e sviluppo. A queste iniziative sarà possibile abbinare attività di ricerca industriale e percorsi di formazione per il personale, mantenendo questi ultimi entro il limite del 10% dell’investimento totale.
Per quanto riguarda la ripartizione delle risorse, la misura stabilisce una quota prioritaria del 60% a favore delle piccole e medie imprese, con un quarto di tale importo destinato specificamente alle micro e piccole realtà. Un ulteriore 40% del fondo complessivo è riservato agli impianti situati nelle regioni del Mezzogiorno, nello specifico: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Il quadro delle riserve si completa con due quote del 10% ciascuna dedicate alle imprese in possesso del rating di legalità e della certificazione sulla parità di genere.
Le agevolazioni previste integrano contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato, fino a coprire un massimo del 75% dei costi ammissibili. Le società interessate avranno la facoltà di candidare progetti anche in forma aggregata, con un limite fissato a cinque soggetti partecipanti per ciascuna domanda. La valutazione delle istanze seguirà l’ordine cronologico di arrivo e si articolerà in un’istruttoria a due fasi, la cui conclusione è prevista entro 120 giorni dalla ricezione. Un prossimo provvedimento direttoriale fisserà i termini di avvio e le indicazioni pratiche per la trasmissione delle richieste.