crisi dell'industria automotive germania sfida stop 2035

Pubblicato il 17 Giugno 2026

Standard produttivi locali più realistici, norme più chiare e rafforzamento della filiera delle batterie: sono queste le principali richieste emerse dalla lettera congiunta di Stellantis, Volkswagen e Renault. I tre gruppi industriali, che insieme curano circa il 60% della produzione nel continente, si sono rivolti all’Unione europea per sollecitare una profonda revisione delle politiche di settore, puntando a colmare il distacco rispetto ai competitor asiatici.

Il nuovo standard per la produzione locale

Al centro della richiesta presentata al Parlamento europeo vi è una richiesta molto specifica: fissare al 70% la quota di veicoli venduti nel territorio dell’Unione che deve essere composta per almeno il 70% da parti realizzate internamente. Secondo i vertici dei tre gruppi, abbassare a questa soglia il requisito minimo per accedere ai benefici economici rappresenterebbe un passo concreto verso la realtà produttiva attuale, favorendo il ritorno degli investimenti in Europa. Tale parametro non si fermerebbe alla semplice fase di montaggio, ma andrebbe a coprire ogni passaggio della filiera, dalla progettazione iniziale alla componentistica elettronica, fino ai materiali utilizzati per gli interni, garantendo così una tracciabilità totale e un sostegno reale all’intera economia continentale.

Un mercato in difficoltà e la spinta dei super crediti

La necessità di un simile intervento appare evidente analizzando i dati di vendita, che mostrano ancora un vuoto di circa tre milioni di immatricolazioni ogni anno rispetto al periodo precedente alla pandemia. Questo calo della domanda si intreccia con una diminuzione della produzione interna di circa quattro milioni di veicoli e un contestuale aumento delle importazioni, una combinazione che mette a rischio la stabilità di molti impianti industriali. Per invertire questa tendenza e bilanciare gli alti costi dell’energia e della manodopera, i costruttori propongono di introdurre dei super crediti. Agevolazioni che dovrebbero essere riservate a chi produce auto elettriche in Europa e che verrebbero integrate nella prossima revisione dei parametri sulle emissioni inquinanti.

Sostegno alle citycar e indipendenza sulle batterie

Un altro punto fondamentale della proposta riguarda il segmento delle auto compatte, ritenuto essenziale per rendere la mobilità elettrica un’opzione alla portata di tutti. In merito, i tre colossi chiedono un approccio normativo più elastico per le vetture elettriche di piccole dimensioni, specificamente per i modelli entro i 4,2 metri di lunghezza, che dovrebbero beneficiare di agevolazioni particolari per abbatterne i costi di produzione e di vendita. In questo contesto, è ritenuto prioritario il rafforzamento della filiera delle batterie, attualmente considerata uno degli anelli più fragili del sistema produttivo europeo. L’obiettivo è costruire una rete di fornitura locale solida che possa diminuire la dipendenza dai mercati esteri e garantire maggiore resilienza a tutto il comparto.