Pubblicato il 29 Ottobre 2026
Nel 2025, la componentistica italiana vale 53,5 miliardi di euro, impiega oltre 166 mila addetti e fa capo a 2.110 imprese sul territorio nazionale: è quanto emerge dalle ultime rilevazioni dell’Osservatorio 2026 condotto dalla Camera di commercio di Torino e dall’ANFIA, l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. Lo studio delinea le coordinate di un comparto industriale che si trova a gestire un ridimensionamento dei ricavi pari al 3% e una contrazione del bacino occupazionale del 2,3%. A pesare sulle prestazioni complessive è soprattutto l’arretramento della produzione automobilistica all’interno dei confini nazionali, precipitata a 473 mila veicoli con un calo del 19,9%. In un contesto segnato dalle incertezze della transizione energetica, la spinta dei canali esteri consente comunque di registrare un avanzo commerciale di 7,36 miliardi di euro, forte di esportazioni per 24,7 miliardi. Approfondiamo i dati.
L’analisi dei flussi commerciali evidenzia la crescente incidenza dei fornitori asiatici sul mercato interno, con la Cina stabilmente posizionata come secondo partner di importazione con una quota pari al 10%. Per quanto riguarda le differenti specializzazioni operative, la dinamica più favorevole appartiene alla nicchia del motorsport, capace di muoversi in controtendenza sia sul piano economico che su quello dell’impiego di personale, con un incremento del fatturato del 4,2% e una crescita della forza lavoro dell’1,4%.
Il quadro territoriale assegna al Piemonte un ruolo guida con 734 insediamenti produttivi, pari a quasi il 35% delle realtà italiane del settore. Più nel dettaglio, la Regione esprime un valore d’affari di 18,8 miliardi di euro e garantisce l’occupazione di oltre sessantamila lavoratrici e lavoratori. Tale concentrazione ha reso tuttavia più acuti gli effetti della flessione negativa, determinando un calo dei ricavi del 4,6% e una flessione degli addetti del 3,5%. Gli arretramenti più marcati interessano la subfornitura e i realizzatori di moduli complessi mentre le attività specializzate nella produzione di ricambi riescono a conservare una tendenza positiva, per la precisione +1,8 rispetto al 2024.
Guardando al 2026, le proiezioni sulla produzione automobilistica italiana prevedono un parziale recupero oltre quota 520 mila veicoli, accompagnato da immatricolazioni interne che dovrebbero attestarsi attorno a 1,89 milioni di unità. Sul versante globale prevale, invece, una prospettiva di frenata, con volumi complessivi stimati al di sotto dei 97 milioni di veicoli a causa dell’indebolimento degli acquisti nei paesi asiatici e delle persistenti tensioni geopolitiche e commerciali.