Pubblicato il 24 Giugno 2026
Immaginare la mobilità di domani significa guardare oltre l’asfalto, puntando dritti verso la protezione dei flussi digitali che stanno progressivamente accompagnando ogni chilometro dei nostri viaggi. Questa visione è stata al centro del convegno svoltosi a Roma lo scorso 17 giugno, intitolato “AI e Cybersecurity per la mobilità di persone e merci”. Occasione in cui TTS Italia (l’Associazione Nazionale per la Telematica per i Trasporti e la Sicurezza) ha presentato un position paper dedicato al tema, realizzato grazie anche alla cooperazione tecnica del Cluster Nazionale Trasporti.
L’incontro ha offerto una panoramica dettagliata sulle trasformazioni in atto, fungendo da preludio a un impegno istituzionale ancora più ampio: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha infatti affidato a TTS il compito di redigere il prossimo piano nazionale ITS. Un incarico che rinnoverà la collaborazione tecnica con il Cluster Trasporti insieme ad altre associazioni di categoria, al fine di arrivare ad una proposta di Piano condivisa con tutti gli stakeholder interessati. In questa fase di pianificazione, in particolare, il Cluster coinvolgerà i propri rappresentanti ITS del Comitato di Indirizzo Strategico e di Gestione e Comitato Scientifico per assicurare una visione d’insieme coerente con le necessità del settore a livello nazionale.
L’incontro dello scorso 17 giugno ha trasformato la capitale in un centro di analisi programmatica sulla trasformazione informatica dei collegamenti stradali e ferroviari. Al centro dell’evento, il fatto che la digitalizzazione non sia più un elemento di contorno, mail vero pilastro di ogni spostamento moderno. Il dialogo si è focalizzato soprattutto sulla necessità di governare un cambiamento, quello digitale, che tocca da vicino sia la vita dei passeggeri sia l’efficienza della logistica merci. Durante il convegno è emerso con chiarezza che l’interconnessione tra veicoli e strade intelligenti richiede una risposta coordinata per non trasformare i benefici della tecnologia in nuove vulnerabilità.
Il position paper al centro dei lavori è l’esito di un complesso sforzo collettivo che ha visto la partecipazione di numerosi associati ed esperti di settore. Dallo studio emerge che le vecchie metodologie di protezione informatica sono ormai inadeguate di fronte alla velocità degli attacchi automatizzati. La nuova rotta prevede, invece, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale quale motore di analisi dinamica e adattiva, in grado di scansionare volumi di dati senza precedenti per intercettare minacce silenti che potrebbero sfuggire alle metodologie di protezione convenzionali. Un approccio che permette così di passare da una logica reattiva a una proattiva, dove la minaccia viene neutralizzata prima di poter causare un impatto reale sul traffico.
Uno dei punti principali discussi riguarda l’integrazione della sicurezza sin dalle prime fasi di sviluppo di ogni componente tecnologica. Gli esperti concordano sul fatto che ogni sensore o centralina debba possedere un’identità digitale certificata e non manipolabile. In un ecosistema dove tutto è connesso e interconnesso, infatti, la protezione non può essere un elemento aggiunto in un secondo momento, ma deve essere nativa, garantendo che i sistemi di guida e di gestione del traffico siano isolati da possibili incursioni esterne. Questo modello di “resilienza progettuale” è considerato fondamentale per mantenere alta la fiducia degli utenti verso i nuovi servizi di mobilità.
Il compito di definire le linee guida per i futuri sistemi di trasporto intelligenti rappresenta un’occasione fondamentale per delineare gli scenari futuri della politica industriale italiana. In merito, l’avvio dei lavori per la bozza del piano di azione nazionale ITS richiederà una cooperazione stretta tra istituzioni e mondo della ricerca per stabilire standard tecnici che permettano a città diverse di dialogare in modo protetto. In questo contesto, il coinvolgimento dei comitati specialistici del Cluster Trasporti garantirà che le decisioni siano supportate da basi scientifiche solide e da una visione gestionale pragmatica. L’obiettivo finale resta quello di costruire un settore, quello della mobilità e della logistica, dove l’innovazione tecnologica si traduca in spostamenti più rapidi, meno inquinanti e, soprattutto, più sostenibili e sicuri per ogni cittadino.