Pubblicato il 16 Luglio 2026

L’Unece ha approvato il primo pacchetto di regole internazionali che disciplina la sicurezza dei mezzi a guida autonoma con l’obiettivo di superare la frammentazione normativa tra nazioni, stabilendo, all’interno dei mercati coinvolti, criteri condivisi che operano in parallelo alle leggi preesistenti. L’adozione normativa risale allo scorso 24 giugno, data in cui la Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite ha ratificato a Ginevra il primo standard internazionale sulla sicurezza dei veicoli senza conducente. Il nuovo quadro regolatorio stabilisce di fatto criteri tecnici condivisi, creando un terreno comune tra potenze industriali come Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Giappone e Unione europea; un deciso passo in avanti per una corretta gestione dell’evoluzione di questa tecnologia nel settore dei trasporti. 

Un’autorità tecnica per la mobilità globale

Ricordiamo che l’Unece agisce come il principale centro di coordinamento tecnico dell’Onu per quanto riguarda l’omologazione dei mezzi di trasporto a livello mondiale. Attraverso il suo Forum mondiale per l’armonizzazione dei regolamenti sui veicoli (WP.29, ovvero Working Party 29), governi ed esperti collaborano per definire standard che garantiscano la sicurezza e l’interoperabilità dei veicoli oltre i confini nazionali. La svolta del primo regolamento globale sui sistemi di guida autonoma risiede nel fatto che, pur mantenendo la validità di leggi locali specifiche, lo standard globale offre oggi una base tecnica uniforme. L’intesa mira infatti a superare le barriere che hanno rallentato la diffusione di massa delle nuove tecnologie, offrendo al settore una rotta chiara e trasparente per i prossimi anni.

Software intelligenti al servizio dei trasporti automatizzati

Il cuore della nuova normativa riguarda l’affidabilità del sistema elettronico che governa il mezzo. Con il nuovo pacchetto, nello specifico, i costruttori avranno l’obbligo di dimostrare che l’intelligenza artificiale di bordo sia in grado di gestire la guida con una precisione uguale o superiore a quella di un conducente umano. Non basta, però, una dichiarazione d’intenti: la nuova disposizione richiede, infatti, prove concrete della capacità del sistema di affrontare ogni variabile stradale, dai cambi di corsia alla gestione della velocità in contesti complessi. Tale approccio mira a trasformare il trasporto automatizzato in un’esperienza priva di rischi, basata su un’architettura di sicurezza che viene monitorata rigorosamente dalla fase di progettazione fino all’effettivo impiego quotidiano.

Nuove certificazioni per la guida autonoma

Per ottenere l’omologazione, in particolare, ogni modello dovrà superare un percorso di validazione che non ammette scorciatoie. Il processo integra simulazioni virtuali avanzate con test pratici effettuati in condizioni di traffico reale, così da verificare la robustezza del software contro ogni possibile imprevisto. Inoltre, ogni veicolo deve essere equipaggiato con sistemi di registrazione dei dati, permettendo di ricostruire con esattezza le dinamiche di marcia e le eventuali responsabilità in caso di incidente.

L’evoluzione normativa

Si evidenzia che l’intervento normativo ha portato anche all’aggiornamento di circa novanta regolamenti preesistenti, un intervento necessario per accogliere veicoli di nuova generazione, che potrebbero essere privi di comandi meccanici tradizionali come pedali o sterzo.