Pubblicato il 15 Gennaio 2026
Il panorama della mobilità italiana chiude il 2025 con un bilancio in chiaroscuro, come emerge chiaramente dall’ultimo rapporto ANFIA, confermando sostanzialmente le previsioni discusse durante il workshop del Cluster Nazionale Trasporti dello scorso marzo.
Nonostante i tentativi di stimolare il settore attraverso politiche di incentivazione, il mercato automobilistico nazionale ha segnato il passo, evidenziando una contrazione complessiva dei volumi che riflette le incertezze di un sistema ancora in cerca di una direzione definitiva.
In questo scenario, in particolare, colpisce la timida avanzata delle auto elettriche a batteria (BEV), che restano ancorate a una quota di circa il 6% nell’intero anno, mentre prosegue la crescita dei SUV.
Osservando i numeri nel loro insieme, l’anno che si è appena concluso ha fatto registrare un totale di 1.525.722 nuove immatricolazioni, un risultato che segna una contrazione del 2,1% rispetto al 2024. Questa flessione si traduce concretamente nella perdita di circa 33mila veicoli in dodici mesi, a testimonianza di un mercato che fatica a mantenere il ritmo dell’anno precedente.
Un dato ancora più significativo emerge dal confronto con il 2019: le vendite totali del 2025 risultano infatti inferiori di oltre il 20% rispetto ai livelli pre-Covid, sottolineando come la strada per il pieno recupero sia ancora lunga. Tuttavia, il mese di dicembre ha offerto una piccola boccata d’ossigeno con una crescita del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie anche al traino degli incentivi statali.
Il passaggio verso motorizzazioni più sostenibili procede, ma con una velocità che gli esperti definiscono ancora insufficiente per una trasformazione radicale del parco circolante. Le auto completamente elettriche (BEV) hanno beneficiato della spinta dei sussidi, raggiungendo una quota di mercato dell’11,2% a dicembre e chiudendo l’anno al 6,2%, un incremento visibile rispetto al 4,1% del 2024 ma giudicato ancora troppo lento.
Al contrario, le vetture ibride plug-in hanno vissuto un momento positivo a fine anno, raddoppiando la loro presenza sul mercato, un fenomeno probabilmente legato alla necessità dei concessionari di smaltire le scorte prima dell’introduzione di nuovi parametri normativi europei nel 2026. In questo scenario, le motorizzazioni ibride (mild e full) continuano a rappresentare la scelta preferita dagli italiani, coprendo ormai oltre il 44% delle preferenze totali.
Il 2025 ha segnato un punto di svolta storico per le alimentazioni classiche, con la benzina che per la prima volta è scesa sotto la soglia del 20% di quota mensile a dicembre. Anche il diesel continua la sua parabola discendente, subendo una contrazione del 31,5% su base annua.
Sul fronte dei modelli, gli italiani confermano la loro predilezione per i SUV, che ormai dominano il mercato con una fetta superiore al 57% delle vendite complessive.
Nonostante i volumi di vendita non siano entusiasmanti, gli indicatori economici di fine anno offrono alcuni spunti di riflessione positiva. Secondo le rilevazioni ISTAT, il clima di fiducia tra i consumatori e le imprese è in leggero miglioramento, con una maggiore propensione all’acquisto di beni durevoli come l’automobile rispetto ai mesi precedenti.
Anche il rallentamento dell’inflazione, attestata all’1,1% su base annua a novembre, potrebbe favorire una stabilizzazione dei costi, sebbene i prezzi dei carburanti come il gasolio abbiano mostrato lievi inversioni di tendenza.
Parallelamente, è interessante notare come molti utenti, scoraggiati dai prezzi del nuovo o in attesa di maggiore chiarezza sulle tecnologie future, abbiano rivolto la propria attenzione al mercato dell’usato, che ha chiuso il 2025 con un incremento dei passaggi di proprietà superiore al 4%.
In questo contesto, il 2026 si preannuncia come un anno spartiacque: l’industria attende il lancio di nuovi modelli prodotti in Italia e una possibile revisione delle normative europee sulle emissioni di CO2 che sia più vicina alle reali necessità della filiera produttiva e dei cittadini.