Pubblicato il 24 Giugno 2026
Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha presentato il white paper sul MaaS4Italy (Mobilità As A Service for Italy), il documento che sintetizza gli esiti della prima sperimentazione nazionale dedicata alla mobilità integrata. Il percorso, avviato nel 2021 nell’ambito della strategia Italia digitale 2026, ha visto il coinvolgimento attivo del Cluster Trasporti attraverso la partecipazione al tavolo partenariale di confronto e e alla consultazione ministeriale volta a pianificare la seconda fase operativa al termine dei finanziamenti previsti dal PNRR. L’iniziativa, sostenuta da un investimento di circa 57 milioni di euro, punta a trasformare l’esperienza di viaggio dei cittadini attraverso un’unica piattaforma digitale in grado di coordinare le diverse modalità di trasporto.
Le statistiche aggiornate al termine di maggio 2026 rivelano che il progetto ha centrato i propri obiettivi, raggiungendo la soglia dei 950 mila spostamenti complessivi gestiti tramite piattaforme digitali. Tale risultato è stato reso possibile grazie alla partecipazione di centri come Milano, Roma e Napoli, insieme ad altri territori che spaziano dal Veneto alla Puglia. Il fulcro del progetto è rappresentato dal Data and Services Repository for MaaS, una piattaforma che svolge il compito di centro di coordinamento per le informazioni provenienti dai diversi vettori. Un sistema che ha consentito alle realtà locali di superare la frammentazione del passato, adottando linguaggi e standard comuni per lo scambio dei dati. Attraverso questo strumento, l’Italia ha costruito di fatto una base informativa solida, conforme agli standard informatici dell’Europa, agevolando così lo scambio di informazioni tra enti pubblici e fornitori privati.
L’apporto del Cluster Trasporti si inserisce in una visione di trasformazione strutturale del settore che mette in primo piano la tenuta economica del modello operativo. Il Cluster Nazionale sostiene, in particolare, la necessità di ampliare il raggio d’azione del MaaS, includendo il trasporto pubblico tradizionale e le soluzioni di mobilità condivisa, senza trascurare i veicoli a guida autonoma oggetto di test nei laboratori di Torino e Milano. L’obiettivo resta quello di favorire il passaggio degli utenti dall’auto di proprietà verso opzioni collettive o in condivisione. Un mutamento complesso che, d’altra parte, richiede anche servizi di qualità elevata e una normativa chiara per operare correttamente nel quotidiano.
L’analisi contenuta nel rapporto sottolinea come l’adozione di strumenti digitali stia progressivamente semplificando il modo in cui le persone organizzano i propri percorsi giornalieri. Attraverso l’impiego di protocolli avanzati per lo scambio di informazioni e l’adozione di standard comuni, l’intero sistema dei trasporti sta infatti acquisendo un’efficienza superiore, riducendo sensibilmente le complicazioni nel passaggio tra diverse modalità di trasporto.
Il consolidamento di questo paradigma richiede, tuttavia, ancora il superamento di alcuni ostacoli strutturali che frenano la piena operatività del servizio. Tra i nodi principali emerge, soprattutto la necessità di estendere l’efficacia del modello oltre i grandi centri urbani, affrontando le complessità tecniche e logistiche delle aree meno densamente popolate. Allo stesso tempo, la carenza di una regolamentazione uniforme a livello nazionale rappresenta un limite per le imprese che intendono investire con una prospettiva di lungo periodo, rendendo necessaria una cornice legislativa che definisca chiaramente i ruoli e le responsabilità di tutti gli attori coinvolti.
In questo scenario, le attività svolte all’interno dei Living Lab di Milano e Torino hanno fornito prove tangibili del potenziale tecnologico oggi a disposizione, in particolare per quanto riguarda la guida autonoma e i sistemi di comunicazione cooperativa tra veicolo e infrastruttura.
La strada verso la digitalizzazione è, quindi, tracciata. L’ampia partecipazione di ricercatori e organizzazioni private conferma, d’altronde, una reale volontà di trasformare queste prove sul campo in soluzioni quotidiane, strutturate e accessibili a tutti. Il passaggio alla fase successiva, che si aprirà con la conclusione dei finanziamenti legati al PNRR, determinerà se la mobilità integrata resterà un progetto in fieri o se, progressivamente, diventerà il nuovo pilastro del trasporto pubblico nazionale.