Pubblicato il 18 Luglio 2026
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha approvato le nuove direttive nazionali per la gestione del cold ironing, segnando un passaggio fondamentale per l’ammodernamento degli scali italiani. Il completamento di questo iter, avvenuto nel pieno rispetto dei tempi prefissati, dota il Paese di un primo quadro operativo per regolamentare la fornitura di energia elettrica alle imbarcazioni ferme in banchina. Attraverso il lavoro della Direzione generale per i porti, la logistica e l’intermodalità, nello specifico, il MIT ha delineato un percorso che punta a rendere le procedure chiare e omogenee su tutto il territorio. Importante: l’iniziativa non si limita a un semplice aggiornamento, ma definisce l’erogazione di corrente da terra come un servizio di interesse economico generale, riconoscendone l’alto valore strategico per la decarbonizzazione e per la riduzione delle emissioni nelle zone dove il porto incontra la città.
Le nuove linee guida offrono un supporto operativo concreto alle Autorità di Sistema Portuale, che si trovano ora a gestire la fase di attivazione di infrastrutture già completate o in via di ultimazione. Grazie a questo quadro metodologico condiviso, le amministrazioni locali possono infatti contare su criteri uniformi per bandire le gare e gestire i diversi aspetti organizzativi e contrattuali del servizio. In merito, il documento insiste sulla necessità di mantenere procedure trasparenti e competitive, rispettando rigorosamente la separazione tra funzioni pubbliche di governo del porto e attività economiche affidate al mercato. L’obiettivo è fornire strumenti efficaci affinché ogni scalo possa integrare questa innovazione nel proprio contesto operativo senza ostacolare le attività esistenti.
Un’attenzione particolare viene dedicata alla fase preliminare delle gare, che deve prevedere un confronto serrato con tutti i portatori di interesse e una definizione precisa delle aree destinate al servizio. Più nel dettaglio, il testo approvato dal MIT indica come gestire le eventuali interferenze con le altre concessioni demaniali o con le normali operazioni dei terminal, garantendo così una convivenza armonica tra i vari operatori portuali. Questo approccio mira a creare modelli gestionali che siano allo stesso tempo flessibili e coerenti con le caratteristiche uniche di ogni sistema portuale italiano, favorendo una concorrenza reale e una maggiore certezza nelle regole.
Inoltre, affinché il sistema del cold ironing sia sostenibile nel lungo periodo, le direttive pongono l’accento sulla redazione di piani economici e finanziari solidi. Viene richiesta una distribuzione equilibrata dei rischi, oltre alla determinazione di tariffe che devono rispondere a criteri di trasparenza, proporzionalità ed equilibrio. Per assicurare la massima affidabilità del servizio, il regolamento impone anche standard rigorosi per la manutenzione periodica delle infrastrutture e richiede l’attivazione di adeguate coperture assicurative contro eventuali imprevisti.
L’intero provvedimento è il frutto di un dialogo istituzionale che ha visto la partecipazione della Guardia Costiera, delle Autorità di Sistema Portuale e delle principali associazioni dei settori portuali ed energetico. Questo sforzo di coordinamento si inserisce in una cornice più ampia di investimenti sostenuti dal MIT attraverso i fondi del PNRR e del Piano nazionale per gli investimenti complementari. L’obiettivo è accelerare la transizione ecologica del settore marittimo, rendendo i porti italiani più rispettosi dell’ambiente, più competitivi e tecnologicamente avanzati sul piano internazionale.