Pubblicato il 3 Luglio 2026
Auto elettriche, oltre 16 mila nuove immatricolazioni nel solo mese di marzo di quest’anno hanno segnato un picco mai raggiunto prima, proiettando la mobilità elettrica italiana verso nuovi possibili scenari. Questo traguardo, emerso dalla presentazione romana della seconda edizione del Libro Bianco di Motus-E, delinea un panorama nazionale in cui oltre 400 mila veicoli a batteria già circolano lungo le strade della Penisola, sostenuti da una domanda che, stando allo studio, appare sempre più strutturale. Due possibili proiezioni verso il 2035; approfondiamo tutti i dati.
Guardando più nel dettaglio alla transizione del mercato a batteria, sul territorio nazionale si sta assistendo a un nuovo trend delle preferenze di acquisto, con il progressivo passaggio dalle di vetture di fascia alta verso i modelli più accessibili, tanto che le auto compatte e le utilitarie, appartenenti i segmenti A e B, rappresentano il 60% delle vendite totali. Questo cambiamento è alimentato da una sensibile discesa dei listini, calati mediamente del 4% (percentuale che aumenta del 13% per il segmento B); permettendo così a una platea più vasta di automobilisti di accostarsi a questa tecnologia. A livello geografico, una grande spinta verso la propulsione elettrica arriva dal Mezzogiorno e dalle Isole, aree in cui l’interesse per i modelli più economici ha generato una crescita delle immatricolazioni superiore al 220%, superando in termini di velocità d’acquisto le zone tradizionalmente più attive del Paese.
Contestualmente alla diffusione dei veicoli, nel nostro Paese si osserva anche un potenziamento della rete di rifornimento pubblica, che conta oggi più di 78 mila punti installati. In questa cornice, sempre secondo lo studio, l’Italia occupa una posizione di rilievo su scala globale, classificandosi al terzo posto per numero di colonnine in rapporto alle vetture elettriche circolanti. L’attenzione degli operatori si sta ora concentrando con decisione sulle stazioni ad alta potenza, capaci di garantire tempi di sosta molto ridotti. Questa tipologia di infrastruttura ultra-rapida sta crescendo con una rapidità doppia rispetto al resto della rete, facilitando i viaggi a lunga percorrenza e migliorando l’affidabilità complessiva del sistema stradale e autostradale.
Per quanto riguarda l’orizzonte verso il 2035, il futuro è in carica secondo le parole del presidente di Motus-E Fabio Pressi, il quale ha evidenziato due possibili scenari emersi dal Libro Bianco. “Attraverso un’analisi che fotografa l’attuale mercato tra trasporti ed energia, sono stati delineati due percorsi, uno conservativo e uno accelerato, che mirano a colmare il divario con l’Europa.” Successivamente, ha specificato: “Nello scenario più ambizioso, l’Italia potrebbe raggiungere quasi 9 milioni di veicoli (tra plug-in e full electric) e una rete capillare fino a 160 mila punti di ricarica pubblici, supportati da oltre 3 milioni di punti privati.” Particolare focus anche sulla questione energetica, oggi più che mai strettamente interconnessa alla transizione del settore. “La transizione non è un tema di trasporti, ma è una questione di energia“, ha evidenziato Pressi, ricordando la transizione, quale sfide, ma anche opportunità per contribuire all’indipendenza energetica e all’evoluzione tecnologica del Paese.
Sul piano della mobilità sostenibile, ricordiamo che questo percorso verso l’abbattimento delle emissioni, seguendo un approccio realmente eco-razionale, non deve essere inteso come il dominio di un unico strumento tecnologico, bensì come un mix che guarda al principio della pluralità tecnologica. Mentre l’elettrico guadagna terreno per l’uso quotidiano e urbano, abbiamo visto come, in specifiche condizioni, altre soluzioni complementari, come ad esempio i biocarburanti, continuano a svolgere un compito rilevante per garantire la sostenibilità del parco auto esistente.
Esempi recenti hanno mostrato a più riprese come l’impiego di carburanti rinnovabili possa rappresentare un’alternativa valida, confermando che l’elettrificazione può coesistere assieme a idrogeno e altre tecnologie per soddisfare le diverse necessità dei trasporti, dalla logistica al trasporto passeggeri. Ed è proprio attraverso questa raffinata complessità tecnologica che diventa possibile governare e sostenere l’altrettanto profonda complessità della transizione nel mondo dei trasporti, garantendo che l’evoluzione verso l’indipendenza energetica e la decarbonizzazione si traduca in un sistema di mobilità realmente resiliente e su misura per ogni necessità