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Pubblicato il 26 Gennaio 2026

Il settore italiano dei mezzi trainati, rimorchi e semirimorchi, archivia il 2025 con un bilancio decisamente incoraggiante, segnando una crescita del 14,7% rispetto all’anno precedente. Stando alle analisi elaborate dal Centro Studi dell’Unrae, partendo dai dati forniti dal dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), le nuove targhe sono state complessivamente 15.425, un volume che supera di circa duemila unità il risultato del 2024, quando le immatricolazioni si erano fermate a quota 13.445.

Questo progresso testimonia una vitalità ritrovata per il comparto logistico nazionale, capace di reagire durante quasi tutto l’arco dell’anno.

Lo slancio conclusivo registrato nel mese di dicembre

Andamento positivo anche durante l’ultimo mese dell’anno, dicembre 2025, che ha rappresentato il culmine di questa fase di ripresa, mettendo a segno un balzo in avanti del 24,4%. Se nel medesimo periodo del 2024 si contavano 883 nuovi mezzi messi su strada, nel dicembre 2025 la cifra è salita a 1.098 unità.

Tale exploit non è un evento isolato, bensì il coronamento di un secondo semestre vissuto costantemente con il piede sull’acceleratore, in cui il mercato ha mostrato una crescita ininterrotta a partire da luglio. In particolare, dopo la flessione osservata a giugno, il settore ha cambiato marcia, toccando picchi straordinari già a settembre con un incremento che ha superato il 55% rispetto all’anno precedente.

La visione e l’appello del Gruppo Rimorchi

Michele Mastagni, che presiede il Gruppo rimorchi, semirimorchi e allestimenti di Unrae, ha accolto con favore questi segnali, osservando come il mercato sia riuscito a crescere in dieci dei dodici mesi appena conclusi. Il coordinatore ha evidenziato la necessità di rendere subito disponibili i 6 milioni di euro avanzati dall’esercizio precedente e ha auspicato che, già dai primi mesi del 2026, si possa attuare con efficacia il Fondo straordinario da 590 milioni per il trasporto merci.

Secondo Mastagni, la natura pluriennale di tale fondo è un elemento “cruciale per offrire alle imprese stabilità e prevedibilità“, un fattore indispensabile per permettere alle società di trasporti una pianificazione degli acquisti che sia finalmente strutturata e non sporadica.

Innovazione normativa e obiettivi per il prossimo futuro

L’attenzione resta alta anche sul fronte delle riforme legislative, con l’obiettivo di svecchiare un parco veicolare nazionale caratterizzato ancora da troppi mezzi datati e poco sicuri.

Attraverso un confronto serrato con il MIT, la filiera punta a ottenere una distribuzione equa delle risorse che favorisca la sostituzione dei veicoli obsoleti con modelli di nuova concezione, più sostenibili e performanti. Parallelamente, si guarda con fiducia alla revisione del Codice della Strada: l’auspicio è che i decreti attuativi permettano finalmente di estendere la lunghezza massima degli autoarticolati a 18,75 metri, un passo necessario per uniformare l’Italia agli standard logistici già adottati con successo da numerosi partner europei.