Trasporti, accordo UE sul Clima: rinvio degli ETS2 al 2028

Pubblicato il 7 Settembre 2026

Uscire di casa, camminare sul marciapiede, aspettare un autobus. Gesti quotidiani che ripetiamo quasi senza pensare, ma che assumono un peso del tutto diverso a seconda della località che abitiamo e degli anni che portiamo sulle spalle. Muoversi in città non è un’azione uguale per tutti: lo sa bene chi accompagna un bambino col passeggino o chi affronta i gradini di un tram con i ritmi della terza età. Parte da questa consapevolezza l’edizione 2026 della Settimana europea della mobilità, la campagna promossa dalla Commissione europea per spingere i cittadini verso modalità di trasporto più pulite, sostenibili e intelligenti, programmata come ogni anno dal 16 al 22 settembre.

Il passo differente delle generazioni sulla strada

Al centro dell’appuntamento di quest’anno c’è il tema dell’inclusione generazionale, che riprende ed estende il concetto di “Mobilità per tutti” già affrontato nella passata edizione. L’obiettivo dell’iniziativa europea è, infatti, quello di analizzare come le diverse fasi della vita comportino esigenze specifiche e, spesso, barriere differenti. Un sistema di trasporto davvero moderno deve sapersi adattare alle necessità di un ragazzo che va a scuola, di un adulto che corre al lavoro e di un anziano che ha bisogno di spostarsi in sicurezza. Far dialogare queste diverse fasce d’età, unendo le loro esperienze sul campo, diventa quindi un possibile strumento per disegnare una rete stradale più equa ed efficiente.

L’ostacolo invisibile delle tariffe e delle distanze

Spostarsi liberamente è un diritto, ma la realtà presenta spesso scogli difficili da superare. La campagna europea ha infatti deciso anche quest’anno di puntare i riflettori su alcune criticità, in particolare la difficoltà di coprirecosti dei biglietti o del carburante, unita alla carenza di collegamenti adeguati nelle periferie. Quest’ultimo fenomeno, conosciuto come povertà dei trasporti, isola le persone e impedisce loro di raggiungere regolarmente i luoghi di lavoro, le aule scolastiche o i presidi sanitari. Per questo motivo, la sfida attuale consiste nel riprogettare servizi che siano economicamente accessibili, sicuri e capillari, capaci di tutelare il benessere sociale della comunità intera.

Città come laboratori: il ruolo delle amministrazioni

Durante i sette giorni di settembre, i centri urbani si trasformeranno in veri e propri spazi di sperimentazione. In Italia, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica coordinerà le attività sul territorio, supportando i Comuni e le associazioni locali per mantenere il Paese ai vertici europei per tasso di partecipazione. In merito, le amministrazioni cittadine hanno la possibilità di aderire liberamente, scegliendo tra diverse azioni concrete da registrare sulla piattaforma ufficiale dell’evento. Si va dall’organizzazione di eventi educativi alla presentazione delle infrastrutture realizzate nell’ultimo anno, fino al blocco parziale o totale del traffico il 22 settembre, in occasione della Giornata senz’auto. Chi sceglierà di attuare tutte queste iniziative potrà competere per il premio europeo dedicato alle città più virtuose.