Pubblicato il 10 Giugno 2026

Snodi tecnologici, responsabilità giuridica e modelli operativi scalabili. Sono questi i principali temi emersi durante il workshop dell’8 giugno, dedicato alla transizione dei sistemi a guida autonoma dalla fase sperimentale a quella operativa. L’appuntamento online, organizzato da Federtrasporto in collaborazione con Freight Leaders Council, ha analizzato i requisiti necessari affinché l’automazione della guida diventi un servizio possibile e sicuro, capace di ridefinire il trasporto dei passeggeri e la logistica delle merci. Il dibattito è stato aperto dal contributo di Enrico Pisino, amministratore delegato del Competence Manufacturing Industry 4.0 e neopresidente del Cluster Trasporti Nazionale. Durante l’incontro, Pisino ha offerto una panoramica dettagliata sullo stato dell’arte del settore, mettendo a confronto il contesto europeo con i rapidi progressi di Cina e Stati Uniti e indicando la strada per colmare il divario competitivo. La formula proposta? Un uso intelligente dei dati unito alle potenzialità dell’intelligenza artificiale, un connubio indispensabile per restare al passo con l’evoluzione tecnologica, normativa e operativa e mantenere alta la competitività della filiera.

Il panorama internazionale e il divario competitivo

L’analisi di Pisino è partita da una fotografia nitida dello scenario globale, dove emerge una netta distinzione tra la velocità di esecuzione di potenze come Cina e Stati Uniti rispetto al contesto del Vecchio Continente. Se oltreoceano e in Asia migliaia di mezzi automatizzati sono già integrati nel tessuto urbano, l’Europa si trova infatti ancora in una fase dominata da prototipi e collaudi circoscritti. Con specifico riferimento al contesto cinese, Enrico Pisino ha citato casi operativi reali, come SF Express, che gestisce la movimentazione delle merci attraverso l’impiego di oltre cinquecento agenti dotati di intelligenza artificiale e robot umanoidi capaci di operare senza sosta, raggiungendo livelli di produttività quasi pari a quelli umani. Pisino ha inoltre evidenziato come la guida autonoma stia coinvolgendo modalità di trasporto differenti, sempre citando il caso di SF Express che ha strutturato una rete logistica tridimensionale dove i furgoni automatizzati collaborano con una flotta di oltre mille droni e aerei cargo senza pilota. Si tratta di un’accelerazione che, se da una parte sorprende, dall’altra invita a una profonda riflessione sulla capacità di tenuta del nostro sistema industriale.

Le barriere normative e il coordinamento nazionale

Nonostante alcune sperimentazioni già avviate in ambito urbano e autostradale, Pisino ha infatti evidenziato come sul piano europeo la burocrazia e la frammentazione delle regole rappresentino i principali ostacoli allo sviluppo della guida autonoma su larga scala. In particolare, è emersa l’esigenza di una gestione centralizzata e di una revisione normativa che non si limiti a rincorrere l’innovazione, ma che la preceda definendo quadri normativi certi e omogenei. Senza una strategia politica nazionale che coordini i singoli progetti, infatti, il rischio principale è quello di disperdere risorse e di non attrarre gli investimenti necessari per competere sui mercati esteri.

La sicurezza stradale e l’efficienza dei flussi

Oltre agli aspetti economici, inoltre, il passaggio all’automazione operativa promette un impatto sociale significativo, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei cittadini. Difatti, quasi totalità dei sinistri sulle nostre strade è riconducibile a mancanze o distrazioni di chi guida; in questa conice, l’introduzione di sistemi intelligenti e automatizzati potrebbe contribuire ad abbattere queste statistiche. In questo contesto, in particolare, di grande aiuto è l’analisi accurata e tempestiva dei dari; un’attività che, se ottimizzata e accelerata grazie anche all’automazione, consente di prevedere i rischi e di gestire le emergenze in tempo reale, rendendo la catena logistica e, più in generale, i trasporti più resilienti e capace di reagire agli imprevisti che spesso coinvolgono le rotte commerciali internazionali.