Nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) – il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU – “manca una vision del Paese che vorremmo”. Lo scrive Ennio Cascetta, presidente del Cluster Trasporti, in un recente articolo pubblicato sul quotidiano “Il Mattino”, riferendosi in particolare all’ambito infrastrutture e logistica.

“Una Italia fortemente connessa alle grandi reti transeuropee, soprattutto ferroviarie, per dare respiro alle nostre esportazioni, oggi al 70% su gomma, attraverso la cura del ferro. Un’Italia equa che fornisca accessibilità con l’Alta Velocità di Rete alle tante aree oggi escluse, al Nord come al Sud, e per questo penalizzate nel loro sviluppo. Un’Italia con una mobilità urbana sostenibile e una logistica forte e resiliente”, precisa Cascetta spiegando che tale visione si è consolidata negli ultimi anni, ma si sta perdendo nelle rielaborazioni dei piani di Connettere l’Italia.

Secondo il presidente di Cluster Trasporti, il PNRR fa riferimento all’allegato al DEF 2020, Italia Veloce proposto dal MIT, “ma è un riferimento puramente formale, dal quale discendono liste di opere ed interventi scollegati e senza motivazione di priorità”.
Nel PNRR sono previsti 27 miliardi per finanziare infrastrutture in corso di realizzazione e già finanziate e si reinveste solo un terzo delle risorse in nuove opere oggi non finanziate, mentre “in un Paese che ha bisogno come il pane di investimenti si sarebbero dovuti riservare tutti i ‘risparmi’ per finanziare opere non ancora avviate da completare negli anni successivi al 2026”.
In materia di trasporto pubblico, spiega ancora Cascetta, servirebbe una riforma e il rilancio del settore che passa attraverso “l’apertura alle aziende più efficienti, pubbliche o private che siano, per una mobilità urbana equa e sostenibile”.

Il presidente formula due proposte: il finanziamento dei servizi di Alta Velocità anche per le aree oggi escluse da questi servizi, al Sud ma anche in Liguria, in Friuli, e sull’Adriatico per offrire servizi quantitativamente e qualitativamente analoghi a quelli disponibili sulla linea Torino- Milano – Napoli in attesa che gli investimenti sulle infrastrutture aumentino la velocità di marcia, e un piano per la logistica sostenibile “sostituendo gli incentivi ferrobonus e marebonus introdotti con successo tre anni fa ma che ormai devono evolvere verso meccanismi stabili e ancora più efficaci, ma anche stimoli per l’aggregazione delle troppe imprese di piccole dimensioni e alle industrie italiane per promuovere il Made in Italy anche nella logistica scegliendo loro il vettore”.

Ma al centro di tali scelte, conclude Cascetta, l’Italia non può dimenticare di imprimere uno sguardo al futuro con investimenti congiunti di attività produttive e ricerca in quella che definisce la ‘settima rivoluzione dei trasporti’: veicoli a guida autonoma, connessione 5G veicoli-infrastrutture, elettrificazione e combustibili a basso impatto ambientale.

Concetti ribaditi anche nell’intervento pubblicato sul Sole 24 Ore del 5 gennaio 2021, in cui il presidente ha evidenziato la necessità per l’Italia di puntare sui comparti industriali e su centri di ricerca competitivi.
“Dall’inizio di questo secolo abbiamo perso pezzi importanti dell’industria nazionale automobilistica e ferroviaria che nella seconda metà del 900 erano arrivate a livelli di eccellenza mondiale. Ma ci sono industrie nazionali molto competitive ed industrie del futuro che oggi ancora non vediamo. Nel Pnrr non ho trovato traccia di questa visione di politica industriale”, scrive Cascetta.

Qui l’articolo del Sole 24 Ore